Recensione “Bound” di Sara Gatti

 

«Io me ne vado!»
«No, tu resti. Per un anno mi appartieni e nessuno potrà salvarti».

Sono Alex Thorpe, CEO alla luce del giorno e trafficante d’arte nell’oscurità.
Luna Cohen è la restauratrice di cui ho bisogno.
Peccato che mi odi e non accetterà mai di fare il lavoro sporco per me.
Ecco perché sto per ricattarla.
Ecco perché la obbligherò a trasferirsi a casa mia.
Avrò ogni potere su di lei.
E le piacerà parecchio.

 

Pensavo fosse il solito romance: lui milionario oscuro con una infanzia infelice, lei pura come la neve, un contratto fra loro.

Mi sono ricreduta? A dire il vero questi cliché ci sono tutti e anche altri però… sì, mi sono ricreduta. Perché quello che fa la differenza è sempre il modo in cui la storia viene scritta. Un po’ come le note, sempre quelle sette sono, eppure sanno creare magie sempre nuove.

Ma veniamo a noi, Alex è un gran bel pezzo di milionario, il capo di Manhattan, si definisce, ed è abituato a prendersi tutto quello che vuole. Luna è un’orfana, una restauratrice ma anche un’ attivista, una sorta di idealista figlia dei fiori.

L’incontro\scontro avviene quando Luna cerca di sabotargli un grosso lavoro di riqualificazione di un parco cittadino, dopodiché lei sarà costretta a lavorare per Alex all’acquisizione di alcune opere d’arte.

Molta azione e adrenalina a causa del lavoro, spesso oltre i limiti della legalità, del nostro boss, battibecchi incendiari fra i protagonisti e passione oltre i livelli consentiti alla fusione nucleare.

Insomma, avrete capito che mi è piaciuto parecchio, lo consiglio!!!

 

chiara cipolla

Anna

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