Recensione “Blue Flames” di Maria Antonietta

Sembra un angelo caduto dal cielo, ma la fiamma della passione arde dentro di lui.

Aiden è un alchimista del gusto, un bartender capace di trasformare ogni cocktail in una pozione magica. L’Heaven, l’iconico locale di Manhattan in cui lavora, è il palcoscenico perfetto per i suoi drink capaci di raccontare storie, curare ferite, realizzare desideri.
Quando Nikita, ex étoile del balletto classico, approda all’Heaven, la sua presenza sconvolge ogni equilibrio.
Costretto a esibirsi come spogliarellista dopo un infortunio che gli ha spezzato i sogni, Nikita danza come se ogni notte fosse l’ultima. Nel suo corpo si nasconde la grazia del cigno ferito, nei suoi occhi brilla la fierezza di chi non vuole arrendersi.
Nell’istante in cui gli sguardi di Aiden e Nikita si incrociano, il tempo si ferma e tra loro si accende un’alchimia travolgente.
Entrambi nascondono cicatrici profonde, segreti che bruciano sulla pelle nuda.
Tra le montagne del Maine che si tuffano nell’oceano e i grattacieli di Manhattan che sfidano il cielo, in un vortice di passioni e dubbi, Aiden e Nikita scopriranno che i sogni più belli sono quelli condivisi, e che a volte serve il coraggio di lasciarsi cadere per imparare a volare.

Hi reader Sale e Pepe,

Oggi vi parlo del libro “Blue Flames” di Maria Antonietta.

Questa recensione non era in programma, infatti Blue Flames era una lettura “personale”, un acquisto fatto recentemente con un offerta e non una collaborazione. Per cui pensavo di non scrivere nulla e godermi semplicemente la lettura, però mentre leggevo avevo sempre più cose da dire. Quindi, appena ho girato l’ultima pagina (metaforicamente parlando perché le leggevo in Kindle), ho scritto questa recensione di getto.

Vorrei dire in primis che era la prima volta che leggevo qualcosa dell’autrice, non so se sia una sua prima pubblicazione, ma se non erro non lo è, quindi le “carenze” (per me) che ho trovato, non sono legate a una questione di “prime armi”. Comunque, la problematica che ho notato si potrebbe sintetizzare dicendo che: “c’è tutto e non c’è niente.” Ovvero, ci sono tanti temi, la danza, la chimica, i cocktail, lo stigma dei lavori dei Sex work, famiglie disfunzionali, problemi mentali, la guerra, gli abusi e tante altre piccole cose ma nessuna di queste è poi affrontata in maniera completa e approfondita. Si perde, senza concretizzare le cose.

Laa mia sensazione è stata come se tutto fosse superficiale. C’è un libro che ha un bel potenziale, ma troppe cose, come se tante idee di trame si fossero sovrapposte.

Anche per i personaggi, c’è l’idea di due protagonisti particolari e diversi, con i loro demoni, le loro paure, i loro sentimenti, le loro cose buone, però poi non riesco a coglierli veramente come singoli.

Alla fine, al centro di tutto questo libro c’è essenzialmente la coppia e un libro proprio da carie nei denti per quanto è smielato e quindi non è nei miei gusti.

Ho trovato anche delle note positive, ma spiccano per me quelle negative.

Do una piena sufficienza al libro perché sicuramente non merita di meno, però mi aspettavo qualcosa di diverso.

 

Dani

 

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