Recensione “Bitten. La regina dei lupi” di Jordan Stephanie Gray

 

La notte del suo diciassettesimo compleanno, dopo il feroce attacco di un lupo mannaro, Vanessa Hart perde tutto ciò che ha di più caro: suo padre, la sua migliore amica e persino la sua casa. Nonostante sia straziata dai morsi e imprigionata senza spiegazione alcuna, Vanessa sopravvive, subendo una trasformazione spaventosa e diventando a sua volta licantropa. A quel punto, è a un bivio: deve giurare fedeltà eterna alla Corte della Regina dei Lupi oppure per lei sarà la morte. E così, dopo aver scelto la prima opzione, si trova a vivere in un palazzo incantato e bellissimo che nasconde insidie a ogni angolo. Determinata ad avere la sua vendetta per i torti subiti, Vanessa trama nell’ombra, ma i suoi propositi di rivalsa vengono messi a repentaglio da due affascinanti cugini: il principe Sinclair che, con la sua aria da bravo ragazzo, rischia di rubarle il cuore, nonostante sia promesso alla sua nemesi, e Calix, reale caduto in disgrazia, sexy e dall’attrattiva oscura. Immersa nella magia di una corte tanto capricciosa quanto crudele, Vanessa impara in fretta che non tutto è come sembra. Tra i corridoi scintillanti del palazzo si sta combattendo una guerra silenziosa, e lei potrebbe essere solamente una pedina in un gioco letale…

 

Carino ma nulla di entusiasmante, dopo i primi capitoli abbastanza noiosi, finalmente la storia prende forma diventando avvincente.

La bravura dell’autrice sta nel suo modo quasi naturale di creare aspettativa nel lettore, in attesa del successivo colpo di scena o di un mistero svelato, la storia ti porta alla sua conclusione senza alcuno sforzo.

È un paranormal, leggero al punto giusto e con quel brivido dell’ignoto che intriga il lettore.

Vanessa viene trasformata una notte in un lupo mannaro, a lei l’ardua scelta, la vita nel branco o la morte immediata.

La decisione presa la porterà a conoscere la regina dei lupi e a vivere in un palazzo incantato in mezzo ai suoi nuovi simili.

Calix e Siclair le staranno addosso e, se del primo la sua fama da figlio di una traditrice lo precede, il secondo incarnerà il principe perfetto.

Non è autoconclusivo quindi attenderemo il prossimo volume per saperne qualcosa di più, ma devo ammettere che nonostante un inizio zoppicante, la lettura si è ripresa alla grande.

 

Anna

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