Recensione “Betty’s Place” di Susan Moretto

 

 

 

 

Stella sta scappando. Dalla famiglia, dal marito e dal proprio dolore.

A Betty’s Place trova la pace che cercava, ma non è tutto come sembra: in questa casa dal nome così evocativo strani e oscuri episodi le scuotono la vita, eventi inspiegabili che solo Kitty, la sua gatta, sembra comprendere.

Tutti nascondono qualcosa: Melinda, l’anziana amica, padrona e vicina di casa, Ryan, uomo misterioso e seducente che pare comprenderla meglio di chiunque altro, e la stessa Stella, riluttante a svelare il proprio passato. Ma quali sono questi segreti taciuti? Qual è il mistero che avvolge Betty’s Place?

Quando tutto sembra andare in frantumi intorno a lei rischiando di travolgerla, Stella avrà la forza di lottare per ritrovare se stessa? Ma, soprattutto, vorrà farlo?

E’ possibile amare a tal punto da scappare perché si viene sopraffatti da tale grandezza?

Stella porta su di sé il trauma di questo immenso amore, così grande, così totalizzante che quando si perde non si vuole più vivere. E Stella infatti è morta per ben tre volte e scappa, scappa dalla sua casa dove i ricordi la soffocano, scappa dal marito che ama alla follia, scappa dal lavoro che l’ha sempre appassionata e dalle amiche per rifugiarsi in una cittadina sperduta, sola e in mezzo al nulla. Vuole dimenticare e anche vedere se è possibile vivere senza ricordi o è meglio morire.

In questa nuova sistemazione conosce persone misteriose quanto lei: una vicina di casa alquanto impicciona ma che si rivelerà una buona amica nonché una donna che, come lei ha sofferto troppo; uno, anzi due, uomini interessanti, uno fin troppo solare tanto che Stella si sente bruciare e uno oscuro e misterioso che la conquista.

In mezzo a tutto ciò due sono i protagonisti più originali: la gatta Kitty che vede e sente tutto, ma ovviamente è un animale e non può comunicare con la sua padrona, ma aiuta il lettore a capire molte cose, e la casa la Betty’s place del titolo che nasconde in sé un grosso mistero. Sembra a tratti di finire dentro un romanzo di Stephen King, re del genere e citato più volte anche nel romanzo, ma non parlo di imitazione da parte dell’autrice che ha uno stile ben definito e molto diverso dal maestro, ma che forse ha tratto da lui ispirazione.

Una scrittura accattivante e molto coinvolgente, precisa e sicura, al punto che è un piacere leggere questo libro anche se non è proprio il mio genere.

Consigliato!!!

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