Recensione “Be my serotonin” di Carenza

 

 

 

Linda frequenta l’Istituto Fermi ed è pronta ad affrontare la maturità con il suo spiccato animo sovversivo, quando entra nella

sua vita Ale, la nuova docente di chimica. Un colpo di fulmine in

piena regola, un amore che gli amici reputano platonico e adolescenziale, oltre che irrealizzabile per via dei quasi trent’anni

che le dividono. Linda però si è accorta delle attenzioni che Ale

le dedica e non ha affatto voglia di rinunciare a lei.

In uno sfondo femminista e queer, tra docenti fuori dagli schemi,

studenti ribelli, proteste e dipendenze, si innesca la rivoluzione

personale di due anime tanto diverse quanto affini, due anime

in lotta contro la convenzionalità. Due molecole di serotonina.

Hi lettrici e lettori Sale&pepe

Oggi vi parlo di un libro di un genere a me quasi sconosciuto ovvero gli FF o female to female, avevo letto davvero poco del genere, ma, purtroppo questa non è stata una lettura piacevole per me.

Allora, iniziamo da come è strutturato il romanzo: soprattutto all’inizio è formato da capitoli piuttosto brevi, che io non amo particolarmente perché credo che diano al testo un ritmo spezzato che non gioca a favore della scorrevolezza della lettura, anche perché alcuni capitoli descrivevano sempre la stessa situazione o quanto meno situazioni che si svolgono nello stesso arco temporale, per il resto tranne qualche piccolo refuso (ma so che è una copia anteprima quindi è normale), la struttura non è male.

Al di là di questa sulla quale avrei potuto chiudere un occhio, non ho apprezzato neanche la trama in se.

Sicuramente quando ho letto la sinossi ufficiale sono stata attirata dalla storia, seppur mi sembrasse un gap age davvero molto grande, ma ho sempre avuto una forte curiosità e quindi non potevo lasciarmi sfuggire un’occasione così particolare, il problema è che leggendo mi sono trovata davanti una realtà raccontata dall’autrice che quasi rasentava la “fantascienza”, passatemi il termine ma non so che altro dire, un po’ surreale, cercherò di spiegarmi meglio e spero di riuscire a farvi capire il mio punto di vista.

Sono abbastanza giovane (ho 22anni) da avere ben chiare le dinamiche che sono alla base delle giornate dei liceali e ricordo anche benissimo che gli ormoni a palla sono un amico/nemico di questo periodo, che viene influenzato ed, anzi, proprio diretto da quest’ultimi, ma qui tutto mi è sembrato esagerato.

Scene, situazioni, comportamenti tutti spinti all’estremo, talmente tanto da risultare non solo finti, ma proprio impossibili e quasi “ridicoli”.

Mi è sembrata una visione grottesca e caricaturale degli adolescenti, perché se alcune cose sono effettivamente possibili altre sono, per mia esperienza, davvero poco credibili.

Ci sono tuttavia anche delle esagerazioni in positivo, non so voi ma io mi sognerei una classe di 18enni che supporta una compagna rispondendo in malo modo alla professoressa di turno, oppure un insieme di persone sempre della stessa classe che sono tutte lgbt, tutto questo mi sembra, come minimo, utopistico e non perché realmente non possano esserci, ma perché nella società davvero arretrata in cui viviamo oggi è quasi impensabile che siano tutti dichiarati, comunque magari l’idea dell’autrice era rappresentare qualcosa di bello e positivo e quindi in fondo posso anche capire la motivazione dietro questa particolare  esagerazione, solo di questa, il resto continua a sembrarmi a dir poco  fuori luogo.

A livello di spessore stilistico, i dialoghi mi sono sembrati molto semplici e quasi banali, ma sono una diretta conseguenza del modo in cui vengono rappresentati i ragazzi e le ragazze nella storia, quindi nell’insieme almeno seguono lo stesso “stile”.

Anche la relazione tra le due protagoniste anche se molto dolce, non mi ha convinta del tutto e purtroppo non è riuscita a farmi arrivare quasi nulla a livello di sensazioni ed emozioni, cosa che, visto che si parla spesso di chimica dei sentimenti (serotonina ecc ecc) avrebbe dovuto essere il punto focale, invece devo dire che non sono entrata in sintonia/empatia con nessuna delle due.

Il gap age c’è ed davvero molto pesante visto anche il rapporto extra romantico tra le due, però si “annulla”, perché anche “l’adulta” all’interno del rapporto si comporta come un adolescente, quindi se non fosse sempre in primo piano e ripetuto molte volte non ci avrei fatto neanche caso.

Come potete capire purtroppo (e lo dico davvero) questa lettura non è proprio riuscita a conquistarmi, anzi, ho avuto difficoltà a finirla, tant’è che vero il 60% ho sospeso per capire se ero io a non essere nel mood giusto, così ho deciso di rileggere un libro proprio per essere certa di non avere uno dei miei blocchi di lettura in cui non riesco a leggere nulla e purtroppo quello pur essendo una lettura è riuscito a trasmettermi molto di più.

Per cui vi dico che questa non è una lettura che consiglierei, ma, come sempre, è il mio personalissimo parere è sono disposta a parlarne con chi non la pensa come me e quindi vi invito, se siete interessati alla trama, a dargli una possibilità.

ELEONORA

 

 

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