Recensione “Arance d’inverno” di Marie Sexton

 

 

 

 

Ex baby star ed ex idolo delle ragazzine, Jason Walker è un ricalcitrante interprete di film di serie B, stanco di una carriera in declino. Così lascia Hollywood per l’Idaho settentrionale. Via dalla stampa, dai drammi di Los Angeles e dal migliore amico di cui è segretamente innamorato da anni.

Nella sua nuova vita c’è un unico problema: uno strano giovane, che solo Jason riesce a vedere, infesta la sua dependance. Benjamin Ward però non è un fantasma. È un uomo sospeso fuori dal tempo, intrappolato fin dai tempi dalla Guerra Civile in una magica prigione dalla quale può soltanto osservare le vite di quelli che lo circondano. Inoltre è dolce, divertente, carino da morire e va matto per i dozzinali show anni ’80. Ed è elettrizzato dall’idea di avere finalmente qualcuno con cui parlare.

Molto presto però, Jason scopre che passare tutto il proprio tempo con un uomo che nessun altro può vedere, né sentire presenta i suoi problemi: soprattutto quando i tabloid lo rintracciano e lo mettono in prima pagina. Lo sceriffo del posto pensa che Jason si droghi e il suo migliore amico che sia pazzo. Ma Jason sa di non avere perso la ragione. È una sfortuna che non possa dire lo stesso del proprio cuore.

La magia scorre potente in questo libro ed è una magia dolce e romantica.

La storia narra di due uomini molto diversi tra loro sia per età che per stile di vita ed epoca, sì proprio epoca, perché Jason è un attore di film mediocri contemporaneo momentaneamente ritiratosi dalle scene, mentre Ben è un ragazzo nato nell’Ottocento, l’amore della sorella lo ha intrappolato in una sfera per salvarlo dalla guerra e lui è sospeso nel tempo dove nessuno può vederlo o parlargli.

Centocinquant’anni di solitudine finché non incontra l’ex attore.

Entrambi soli in una casa di campagna non possono fare altro che conoscersi e scoprirsi: le paure, i dubbi, gli sbagli ma anche le speranze che nutrono nei loro cuori vengono messi alla luce e condivisi.

Ne risulta così una storia toccante e dolcissima, in cui entrambi imparano ad amare in modo vero e puro, contro le ideologie radicate dentro Ben che ha sempre dovuto nascondere la sua indole e contro l’evidenza dei fatti che mette nei guai Jason creduto pazzo perché parla con un fantasma.

Una storia molto coinvolgente, basata su un evento magico eppure molto semplice, fatta di piccole cose: di odori di campagna, di arance e di piccoli gesti ma che la penna fluida e intensa dell’autrice hanno saputo trasformare in una perla rara.

Consigliato!

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