Recensione “Alain” di Mary McLane

 

 

 

 

Inghilterra, 1874. Nove anni sono passati da quando Alain Lennox ha messo gli occhi sul giovane, instabile, bellissimo Gabriel, e da allora la sua vita si è come fermata. Anche quando i suoi doveri lo richiamano a Londra e il legame che li ha uniti pare sul punto di spezzarsi, Alain non vuole lasciare libero il ragazzo. È un amore destinato a sopravvivere ad ogni altro legame, ad ogni convenzione sociale… ma che forse non riuscirà a sopravvivere a sé stesso.

Seguito del primo romanzo “Gabriel”.

Sono passati 9 anni ma la torbida relazione fra Alain e Gabriel prosegue.

Alain ha preso in mano le redini degli affari di famiglia, si divide fra Charleville e Londra , Gabriel si è fatto una famiglia e sta conducendo con successo la sua azienda GC, ama moltissimo la sua ingenua ed ignara Cathleen e continua a farsi irretire dalle losche manovre di Alain.

Uno non può vivere senza l’altro, anche se la violenza e la sottomissione stanno predominando nei loro incontri. Alain crede di dimostrare a Gabriel la vastità del suo amore sottoponendolo ad umiliazioni e torture, ma il rosso cherubino non tollera più tali attenzioni.

La storia avrebbe potuto continuare ad essere incentrata su loro due, ma l’autrice ha avuto la furbizia di inserire nuovi personaggi chiave e nuove distrazioni, che spostano l’attenzione di Alain da Gabriel al mistero della morte di sua madre o all’incontro con Albertine, cugina dell’amato.

Romanzo ad altissimo impatto emotivo: saranno le ambientazioni cupe vittoriane, sarà il fascino dei personaggi e le tematiche affrontate, ma ora che ho terminato questa serie mi sento col cuore gonfio di pena e dolore. Come va a finire lo si legge subito, all’inizio del primo romanzo, ma quello che succede nel frattempo porta il lettore emotivamente sopra alle montagne russe.

Alain è un personaggio così carismatico che è impossibile non amarlo, impersona tutte le fragilità e perversioni umane, ma anche tanta cura e dedizione. Nel corso della storia passa attraverso un arcobaleno di stati emotivi, portandolo da una frenesia amorosa ad una cupa depressione, lo vediamo poi risorgere e godere di un amore pulito.

Gabriel invece ha dalla sua la scusante di essere nato sotto una cattiva stella, erede della famiglia maledetta dei Lancaster, porta sulle sue giovani spalle un carico emotivo di rifiuto, inadeguatezza e debolezza. Si affida ad Alain come un bimbo si lascerebbe cullare dalle prime braccia amorevoli che lo cullino, ma Alain ha il “dono” di passare dall’ essere il più affabile dei consiglieri, al più inflessibile carnefice, per poi tornare ad essere un adorante amante.

L’autrice, nei ringraziamenti a fine romanzo, ci ingolosisce dicendo di avere ancora molto materiale da pubblicare nel caso il pubblico lo desideri, io spero tanto che lo faccia, perché il coinvolgimento che ha saputo creare con questa cupa magia, mi ha lasciato con il desiderio di approfondire quei periodi di vita sui quali ha sorvolato.

Purtroppo la traduzione italiana, seppur fatta con maestria, presenta parecchi refusi e sarebbe da editare nuovamente.

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