
La morte veglia su ogni anima e la brama. L’ultimo respiro di ogni essere finito le appartiene e chi osa cercare di ingannarla non può che essere condannato ad un’eternità di dolore e sofferenze. Julian è sfuggito alla morte diventando un vampiro. James è sfuggito alla morte diventando un demone, ma la morte gli è rimasta dentro e lo segue in ogni dove da quando è tornato dall’inferno. I cuori di entrambi vivono in un passato da dimenticare, i corpi si muovono in un presente in bilico tra vizi e virtù. Le menti sostengono il gran tempio delle loro vite nutrendosi d’arte. Jago, burattinaio inarrestabile, ha sete di vendetta e niente gli impedirà di ottenerla: Julian è il suo antagonista da annientare e James un mero strumento da piegare.)

“Faustus il sole, James la luna. L’uno il riflesso dell’altro. Faustus le tragedie decantate, James gli adagi lenti e malinconici. Faustus lo champagne bianco e delicato, James l’assenzio verde e bruciante. Due facce della stessa medaglia. Due vite straordinarie in collisione. L’arte il loro solido e unico collante.”
Le note di Chopin e lo stile di una tragedia Shakespeariana fanno da sfondo a un libro molto interessante.
La storia si snoda tra Julian, un vampiro che non riesce a perdonarsi di aver condannato a morte la propria famiglia e James un demone violinista che non riesce a superare le ferite d’amore. Il loro incontro sarà un’occasione di conforto o di difficoltà?
Absinthe è una storia complessa di redenzione attraverso la morte, di lotta del bene sul male e di dannazione. Il male, sempre in agguato, può essere vinto solo vivendo e lottando, aggrappandosi a tutto ciò che è arte. Un’arte che si muove brillantemente, senza essere eccessiva, tra le melodie di un violino, il pathos della scena teatrale e l’armonia della poesia.
L’ambientazione di una Londra fumosa e sporca esalta il percorso dei personaggi, fatto di rimorsi, rimpianti, rancori e segreti.
Purtroppo, la trama, quasi inesistente, salta dal presente al passato, rendendo poco chiara l’epoca in cui si svolge la storia. Anche la descrizione di Julian, meriterebbe un approfondimento, per renderlo più realistico. Molto migliore, invece, è la personalità di James, che, mettendo in gioco la sua necessità di riscatto, è riuscito, con il suo amore per la musica e l’arte, a diventare uno dei miei paladini preferiti.
Comunque, nel complesso, Absinthe è una lettura piacevole, che riesce a trasportare il lettore in un mondo di demoni e vampiri, ravvivato da citazioni letterarie e musicali.




![]()


Lascia un commento