RECENSIONE a “LA FENICE DI FUOCO. La croce della vita Vol.6” di Valentina Marcone

 

 

 

 

 

“Sono pronta a tutto. Ho vissuto il peggio. Sono preparata a qualsiasi cosa. Ormai non mi fa paura più niente. Quante volte lo diciamo per convincerci di essere forti abbastanza da affrontare qualsiasi situazione? Tutte stronzate.

Non mi sono mai reputata un mostro, nonostante insieme alla maggiore età avessi ricevuto il kit in regalo zanne-ali-artigli dalle mie cari madri Furie, a cui negli anni si sono aggiunti vari add-on come lo sguardo che uccide, le grida spaccatimpani e le torture mentali, ho sempre lottato con tutte le mie forze per restare umana. Avevo lottato contro l’abbandono, il tradimento, le menzogne, combattevo tutti i giorni con l’odio, la rabbia e la sete di vendetta che mi scorrevano nelle vene. Avevo sempre vinto, ero sempre riuscita ad aggrapparmi alle cose buone, alla speranza, all’amore, ero convinta di poter affrontare qualsiasi sfida.

Poi la vita, o Dio, o il diavolo o qualche altra somma divinità malvagia che si diverte a guardarci dal suo trono come se fossimo dei piccoli topi da torturare, ci schianta addosso la peggiore delle tragedie. Avevo rifiutato per tutta la vita il fatto di essere un mostro.

Fino ad ora.”

Con “La Fenice di Fuoco”, la saga della Furia Deva è giunta infine al suo capitolo conclusivo. Per l’occasione, Valentina Marcone ha dato il meglio di sé: preparatevi a dialoghi appassionanti, atmosfere cupe, rivelazioni scioccanti e battaglie memorabili!

Sesto e ultimo volume della saga Paranormal Romance / Urban Fantasy: “La Croce della Vita”.

Degno finale di una saga che ho amato moltissimo.

Siamo giunti al capolinea, alla battaglia finale, allo scontro fra Deva e Lilith. Le Furie pare non siano nemmeno intenzionate a dare una mano alla loro figlioletta, che hanno abbandonato in fasce ai tre vampiri di casa Sincore, ma forse, sotto sotto, un aiutino a Deva glielo danno, semplicemente lasciandola sola a scoprire nel dolore e nell’abbandono chi è. Solo così può tirare fuori il meglio di sé, liberando la sua parte più oscura, che invece per paura aveva sempre trattenuto. Non ciò che è ma ciò che sceglie di essere che fa la differenza, che la rende più umana e meno “mostro” spietato come le sue genitrici. Così facendo trova finalmente la sua vera essenza e può affrontare il nemico a testa alta.

Bell’intreccio, belle battaglie, belle storie d’amore che fanno da cornice e bel finale in uno stile unico, fresco, moderno, spigliato, sempre corretto e dinamico. Un ottimo lavoro.

Consigliatissimo.

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