
Colton
Dopo oltre vent’anni nell’esercito, Colton torna nella sua città natale in Nebraska. Suo zio, con cui non ha più rapporti da tempo, gli offre un lavoro nella sua officina. Rimasto senza nient’altro che il suo nome, Colton spera di ricominciare da capo e costruirsi una vita. Preferibilmente una vita tranquilla, lontana dal resto del mondo. E tutto sembra andare per il meglio, a parte il fatto che continua a imbattersi nel veterinario locale, Henry. Con il suo fascino e il suo bell’aspetto giovanile, Henry risveglia in Colton sentimenti che non si permetteva di provare da tanto tempo.
Ma cosa potrebbe mai offrire un ex soldato di mezza età con una pesante sindrome da stress post-traumatico a un giovane e brillante medico con una laurea e tutto il mondo ai suoi piedi?
Henry
Non aveva mai pianificato di tornare nella piccola cittadina del Nebraska dopo il college. Ma quando l’unica persona che fosse mai stata davvero presente per lui, sua nonna, si è ammalata, non ha avuto altra scelta. Ora, due anni dopo, Henry vive con sua nonna e lavora come veterinario del paese. La vita va bene. Hayley’s Peak non ha certo una vivace scena gay come la città, ma almeno nessuno sembra preoccuparsi del fatto che lui sia dichiarato.
Poi, un giorno, dal nulla arriva Colton Dietrich. Alto, moro e tenebroso, è l’incarnazione di ogni sua fantasia più sfrenata. E forse, solo forse, le cose potrebbero passare da andare bene a in modo straordinariamente fantastico. Henry deve solo riuscire a convincere Colton a parlare con lui…

Hi readers Sale e Pepe,
Oggi vi parlo del libro “A casa” A. E. Jensen.
Questo libro nasce come una storia romantica che parla di seconde possibilità, ritorno alle origini e sentimenti che nascono quando meno te lo aspetti, tutti tratti che amo, purtroppo però qualcosa per me non ha funzionato.
Sono diversi gli aspetti che ho trovato poco nelle mie corde, uno tra questi è proprio la struttura del romanzo, ovvero la suddivisione in capitoli molto brevi, accompagnata dai frequenti cambi di punti di vista, che, secondo me, conferiscono alla narrazione un ritmo piuttosto “spezzato”.
Da un lato questo rende il libro scorrevole e veloce, dall’altro mi sembra non lasci abbastanza spazio per affezionarsi davvero ai personaggi, ed è un vero peccato, perché Colton e Henry sono probabilmente l’elemento più riuscito della storia. Due protagonisti piacevoli e con un buon potenziale emotivo, che hanno tanto da raccontare e ti fanno innamorare e tifare per loro.
Ma insieme?
Poco convincenti.
Ho percepito la loro storia come un po’ forzata, con tanti punti che andavano esplorati meglio. La loro relazione, infatti, si sviluppa in modo molto rapido, passa da zero a cento in pochissime pagine. Questo sviluppo potrebbe anche risultare plausibile se i protagonisti non portassero con sé un bagaglio emotivo così importante, ma non è così.
Colton, oltre ad essere segnato da anni trascorsi nell’esercito e da una sindrome da stress post-traumatico, non è consapevole della propria sessualità e neanche Henry, dopo le sue precedenti relazioni e col suo background familiare, è un personaggio semplice.
All’inizio i due parlano e interagiscono molto poco, sono tutte discussioni interrotte o poco profonde e i primi contatti si basano su un’attrazione incontrollabile (cosa che contrasta anche con la sessualità di Colton).
Le emozioni emergono in modo repentino, rendendo la situazione, poco credibile.
In generale, non sono una grande fan dell’istant love, se poi è legato a personaggi con problemi emotivi… ha ancora meno senso.
Insomma, questa non è la lettura che mi aspettavo, manca un maggiore approfondimento e uno sviluppo più graduale della relazione. Nell’insieme funziona, ma mi ha lasciato la sensazione di non aver espresso tutto il suo potenziale.
È tutto poco equilibrato, ma rimane un libro godibile, con personaggi che si fanno voler bene e un atmosfera familiare con personaggi secondari che aiutano molto i protagonisti.




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