Intervista a… Tania Micaela Cordone

Buongiorno e benvenuta nel nostro salottino virtuale delle interviste.
La tua saga mi ha tenuto compagnia per tutta l’estate e i tuoi personaggi ormai sono diventati degli amici, e so che ne sentirò terribilmente la mancanza.

-Nella tua Saga hai volutamente deciso di miscelare vari elementi Fantasy con quelli della tradizione mitologica. È stata una scelta decisamente rischiosa ma che io ho apprezzato tantissimo. Dimmi da dove ti è venuta questa idea di unire tanti fattori così diversi da doversi incastrare gli uni con gli altri.

La risposta è molto semplice, perché in realtà l’idea non mi è venuta. È che non riuscivo a decidere a quale parte rinunciare e quindi ho deciso di non voler rinunciare a inserire, in questa trilogia, un po’ tutto quello che amavo. Poi io non sono una che ama le cose facili e quindi l’ho anche vista come una sfida, per vedere se sarei riuscita a mettere insieme queste cose.

-Ogni autore ha interpretato a suo modo il mito del vampiro, i tuoi hanno delle caratteristiche un po’ anomale rispetto a quelli che abbiamo imparato a conoscere. Come mai hai voluto dare loro questa connotazione più umana per certi aspetti?

In realtà l’idea è nata dal fatto che, appunto, la figura del vampiro non è propriamente la più originale, ed è stata ormai caratterizzata in tantissimi modi possibili. Quindi ho cercato di dargli una sfumatura di originalità che forse, fino ad oggi, era stata vista un po’ meno delle altre. Poi perché quello che caratterizza forse un po’ la mia voce come scrittrice, è che mi piace dare ai personaggi sempre una doppia natura e tante sfumature diverse. Per cui amo l’idea di inserire più parti dentro lo stesso personaggio.


-Toglimi una curiosità: i vostri romanzi noi li leggiamo alla velocità della luce ma per voi c’è dietro un lavoro assurdo. Quanto tempo ci hai messo per scriverlo e quanto hai dedicato alla ricerca pre-stesura?

Tantissimo tempo, in realtà, perché “Tra luce e tenebra” è stato il primo romanzo che ho portato a compimento; è nato in un momento particolare della mia vita, dopo aver subito una grande delusione d’amore e quindi avevo bisogno di tirare fuori tutto quello che stavo provando in quel momento. Da lì nasce l’idea di questo vampiro che deve scegliere tra due donne. Dopodiché si è costruito tutto quello che c’era intorno, semplicemente perché è sempre stato il mio sogno scrivere, e scrivere di mito, fantasy e di tutte quelle che sono le cose che ho sempre amato.

Diciamo che, da quando mi sono messa seriamente a scrivere il primo libro, ci ho messo circa un anno e mezzo. Per quanto riguarda le ricerche, non te le saprei quantificare, ma c’è sempre un grandissimo lavoro dietro. Io acquisto libri sui temi e alcuni li conosco già molto bene, ma cerco di approfondirli sempre di più, più che altro per cercare dei pezzi che magari sono meno noti, o meno utilizzati in altri romanzi, che quindi posso portare un po’ più alla luce all’interno dei miei romanzi, per creare qualcosa di curioso e originale.


La domanda sorge spontanea per avere queste conoscenze che percorso scolastico hai fatto?

Ho frequentato il liceo scientifico, anche se avrei preferito il liceo classico, ma purtroppo, nel paesino dove abito io, non c’era. Per cui tutta la parte della formazione dal punto di vista letterario l’ho proseguita un po’ da sola, anche se devo dire che il mio professore di italiano mi ha trasmesso un amore assoluto verso la letteratura.

L’amore per i miti, invece, nasce dalla quinta elementare, la prima volta che la mia maestra mi presentò l’Odissea e il personaggio di Ulisse. Dopodiché ho proseguito con il triennio di psicologia, che ho finito più tardi con la magistrale, circa vent’anni dopo o quasi, e ora sto facendo la formazione per diventare psicoterapeuta.

Credo che questo aspetto sia stato molto importante per me, perché amo studiare il personaggio da un punto di vista più psicologico, più di costruzione proprio delle strutture mentali, che poi spero emerga da come si comporta. Però, dentro la mia testa e a volte su qualche quaderno, vado molto più in profondità di quello che forse viene fuori nei romanzi e questo credo sia proprio un aspetto fondamentale. Per me la scrittura e la creazione di un personaggio nascono proprio dalla sua anima, dalle sue esigenze, dai suoi bisogni e dalle sue motivazioni.


Ho visto che hai fatto anche uno spin-off da questa serie, hai intenzione di scriverne altri o hai già in progetto qualcosa di totalmente nuovo? Se si ce ne vuoi parlare?

La saga “Dragon’s Legacy”, da cui ho tratto uno spin-off che si chiama Valhalla, è un progetto piuttosto lungo. Non so dire esattamente quanti libri ho intenzione di scrivere, ma so che il libro finale sarà quello del Ragnarök e quindi ci sarà una sorta di riunione di tutti i personaggi di cui scriverò.

La mia testa, però, non sta mai su un progetto solo, quindi assolutamente sì: c’è già un progetto iniziato. Poi c’è un altro libro che non c’entra nulla con la serie, che è già stato pubblicato, per cui prima o poi scriverò il secondo e conclusivo della dilogia che si chiama “Atypical Solus”. Ho in cantiere anche altri due libri, ma non entro troppo nel dettaglio perché sono a malapena abbozzati. Comunque, uno è il retelling di una fiaba che, fino ad oggi, mi pare non sia stata ancora ritrattata, e l’altro è un progetto recente che potrebbe essere a tema “dark academia”, ma essendo proprio nuovo nuovo, non mi addentro troppo. Questo è un periodo di enormi cambiamenti personali e la scrittura, al momento, è uno degli strumenti che mi sta aiutando in questo percorso.

Quindi non sono estremamente costante nella scrittura e sono progetti che non so quando vedranno la luce.

Tania ti ringrazio tanto per il tuo tempo e per avermi dato l’occasione di scoprire questa bellissima saga.

 

Anna

 

 

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