Doppia recensione “Prendimi se mi vuoi” di Ella Gai

 

 

 

È innocente. È pura. È un’orfana.

Ma soprattutto è una preda

Lei ancora non lo sa, ma io sono il suo Cacciatore.

Nella nuova casa sono in vigore delle regole:

1 Mai dire di no a qualunque sua richiesta.

2 Testa bassa e sguardo chino.

3 Niente domande.

4 E nessuna speranza.

La prima volta che mi sentii osservata, uscivo di scuola per tornare al Saint Mary.

La seconda volta mi sembrò di sentire qualcuno alle mie spalle, mentre attraversavo la strada per rientrare in orfanotrofio. 

E la terza volta, quella sensazione diventò realtà il giorno in cui seppi di essere stata adottata dal mio carnefice.

Avevo sedici anni quando fui catturata dal cacciatore.

Da una gabbia di violenze psicologiche e regole rigide ero finita dentro un’altra gabbia di violenze fisiche e regole impossibili. Potevo usare la mia mente con astuzia, per attaccare, e il mio corpo come arma di difesa. Tanto più mi mostravo remissiva, meno male ricevevo. 

Avevo una vendetta da riscattare e una libertà da riconquistare. 

Dovevo scegliere tra me e lui. 

Tra dolore e piacere. Tra ciò che era giusto e ciò che era sbagliato. 

Qualunque decisione avessi preso il mio destino era già segnato, con violenze e droga. 

Sono un po’ dubbiosa nello scrivere questa recensione. Amo i dark, ne ho letti di molto oscuri però qui siamo davanti ad alcune ragazze minorenni e la volenza che subiscono è davvero troppo forte.

Se questo romanzo si legge con gli occhi della fantasia, allora posso affermare che è un ottimo dark, scritto bene, coinvolgente, passionale e tutto il resto, però non posso tapparmi gli occhi e fingere che il messaggio che manda non sia proprio dei migliori.

Parlando del libro in sé, senza moralismi, posso assicurare a chi ci legge che non se ne pentirà, la trama è fitta e densa di eventi, colpi di scena, sesso, tanto e per tutti i gusti, e quella punta di speranza in qualcosa di più, o meglio nella redenzione del cattivo che per forza di cosa è il protagonista maschile. Redenzione che non si vede, non fatevi illusioni, questa non è una favoletta, e non è neppure un romanzo autoconclusivo per cui avremo ancora da aspettare e sperare.

Detto questo, se metti insieme una ragazzina orfana di sedici anni rapita dal suo istituto e un uomo adulto, ricco e affascinante, dominatore spietato e senza scrupoli, i cliché sono dietro l’angolo anche se la trama l’ho trovata di per sé originale.

Ora dipende da voi: siete moralisti o un pochino perversi?

Consigliato!!!

A me piacciono i romance soprattutto se sono Dark romance, ma un libro del genere ti toglie tutto. Nelle pagine non fai altro che soffrire assieme alla protagonista, alle crudeltà e condizioni disumane che subisce.

Quando dico che chiudendo il libro ti senti spoglia, forse rendo l’idea, il dolore, l’agonia ti attraversa le vene come il sangue che scorre nel tuo corpo e lo senti parte di te.

Charlotte subisce l’impossibile, violenze psichiche e fisiche, corpo, cuore e mente sono pervase da quel dolore, dapprima insopportabile, poi entra a pieno regime della routine.

Il libro è spettacolare seppur nella sua crudeltà, i temi forti trattati ti stordiscono, e anche se rifiuti mentalmente le oscenità descritte continui a leggere di quelle cruente azioni.

Il mio cuore a fine libro è rimasto fermo per un po’, non riesco a trovare la giusta pace in quel finale aperto, dovrei traboccare forse di speranza eppure non cosa mi attenderà aldilà del muro.

Durante la lettura la tua unica visione di finale era la morte, una sorte di liberazione, qui il co-protagonista non ha la sua redenzione, qui il cattivo non si trasforma per amore, qui il cattivo diventa orribile, non si ha la redenzione da dannato e bello a principe azzurro “Tutto in lui mi grida a gran voce: Dolore, paura… odio”, e così rimane.

Una continua ricerca della preda da parte di un Cacciatore spietato “Sai perchè lo chiamano il Cacciatore? Perchè ci sceglie. Ci osserva. Ci studia. Ci segue, come farebbe un segugio…un cacciatore con le sue prede. E noi siamo le sue prede. Noi siamo il relitto della società. Noi siamo le bambine che nessuna famiglia vorrebbe mai.”

Orfane, così nessuno può recriminarle, nessuno sa se ancora esistono, se sono mai esistite. “Noi siamo vive, noi esistiamo per tutti, tranne che per il mondo intero”

Come può il lupo dire a Cappuccetto Rosso che non la mangerà se invece lo farà? Come può dire la Bestia a Bella che non la imprigionerà se invece lo farà?

“Io sono il Cacciatore e tu la preda. Il cacciatore ha bisogno di cacciare e la preda di essere catturata.”

Bestie, animali, esseri non umani, in quella grande villa dove vivono solo grida, dolore, orrore e violenza.

Ma esiste una via di fuga?

La caccia potrà mai finire?

Un libro che ti sciocca, ti toglie il respiro e ti lascia nascosta dietro ad una siepe, in attesa del tuo destino.

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