Doppia recensione “L’unica certezza che ho” di Debra Anastasia

 

 

 

Sono stato definito un pazzo, un violento, una bestia. E così ho lasciato che i loro insulti si trasformassero in una corazza da indossare. Essere temuto, dopotutto, può essere comodo quando la vita ti volta le spalle. Le cose non sono mai state facili per me. Tutto quello che ho, l’ho dovuto conquistare a fatica, un pezzo per volta. E ho dovuto imparare a mie spese che è meglio non fidarsi di nessuno, perché il prezzo da pagare per una debolezza può essere altissimo. Ci sono solo due persone che hanno avuto il privilegio di guardare oltre l’animale e vedere il mio vero io. Uno è Nix, mio fratello. L’altra… è l’unica certezza che ho.

Nello scrivere la recensione sono combattuta, perché alcune parti di questo romanzo le ho adorate mentre altre le ho trovate noiose e inutili come i primi capitoli, tant’è che non avessi dovuto leggerlo per il blog lo avrei abbandonato.

La storia si apre su un Animal adulto e a capo di una organizzazione criminale, e appare contornato da diversi personaggi fra cui l’amico fidato Nix, protagonista del primo volume della serie, autoconclusivo come questo, e che non ho letto. Assistiamo quindi a un salto temporale all’indietro di ben quattordici anni dove conosciamo l’Animal ragazzino. Vittima di una società che lo schiaccia, lo calpesta ma che gli fa anche incontrare T, l’unica persona a cui apre la sua anima. Anche lei è una reietta, vive per strada e scappa dalle famiglie affidatarie. Il personaggio di T è quello che spicca nella narrazione, mostrandoci una ragazza pura, che ama solo una volta ma che lo fa in maniera totale, senza riserve.

Ho trovato l’inizio confuso e veloce, con tanti personaggi che, per chi non ha letto il primo libro, hanno poco senso e sembrano messi lì a caso. Poi tutto invece esplode in un racconto intenso e degno di nota, per poi virare verso un bel dark e concludersi come un rosa romantico. Insomma troppa confusione, ed è un peccato perché invece c’è qualcosa di davvero interessante.

La scrittura segue la narrazione, bella e intensa a tratti e scattosa e confusa in altri.

Consigliato ma può essere molto migliorato!

Cover stupenda, storia altrettanto bella.

Animal e la sua T. Animal e la sua storia, una storia che si intreccia con quella di T, altrettato drammatica, altrettanto ricca di sfumature cupe e grigie.

Un salto temporale nel passato, la loro infanzia scandita da drammi, lacrime, stenti e dolori, una famiglia incapace di esistere, genitori assenti, soli contro il mondo, soli contro tutti.

Lei una senzatetto in cerca di affetto, Lui un ragazzo di colore in cerca di stabilità.

Ammetto che la storia mi ha spiazzata, il dolore è tangibile, l’incapacità di aiutarli, di farli uscire da quel tunnel di dolore mi devastava. La paura di affezionarsi ancora una volta, lei l’unica e sola in grado di vedere l’Animal senza difese, lui capace di vedere al di là di quelle mura di cemento.

T e la sua capacità di amare una volta sola nella vita, lei che si sacrifica in ogni modo e in tutti i modi per il suo Animal.

Animal che di contro inizia ad accettare quell’amore sconosciuto quando ormai tutto è perduto.

“Quella donna, che era stata mia ancor prima che io me ne accorgessi, mi aveva insegnato che forse l’universo non era un semplice gioco di fortuna.”

Una storia cha intacca quel cuore capace solo di incassare colpi atroci, bella e commoventi, anche se in certe scene sembra surreale.

Crudeltà e dolore sono la culla di questo amore che sembra destinato a perdersi prima ancora di ricongiungersi.

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