Doppia recensione “Il sentiero perduto delle arance” di Nadia Marks

 

 

 

Isola di Cipro. In un piccolo paese tra le montagne vivono due famiglie. Nonostante siano di fedi religiose diverse, sono unite da una profonda amicizia, basata sul rispetto e sul reciproco aiuto. Da generazioni, infatti, all’ombra dei rami di pino e di arancio profumato, le donne condividono i loro segreti e gli uomini si supportano nelle fatiche di tutti i giorni. E così due ragazzi, Lambros e Orhan, crescono fianco a fianco, come fratelli. Ma con il passare del tempo, la loro amicizia viene messa a dura prova: un terribile tradimento scatena una serie di eventi destinati a spezzare il legame che unisce da anni le due famiglie. Molti anni dopo, Lambros, nella sua casa a Londra, ha deciso di raccontare quei ricordi così dolorosi alla figlia Stella. Attraverso le parole di suo padre, la ragazza sta per essere trasportata indietro nel tempo, in una terra ricca di sole e passioni.

Questo romanzo mi è piaciuto molto. È stato bello conoscere a fondo le tradizioni di due religione diverse come il Cristianesimo e l’Islam, tra i sapori provenienti dal kouperia della calda e affascinante Cipro.

La storia si concentra molto su come spesso la propria fede possa essere un ostacolo grande all’interno di un rapporto, che sia amicizia o amore, dove purtroppo l’ignoranza e i pregiudizi prendono il sopravvento e avvelenano i rapporti.

Anastasia è una donna coraggiosa che, pur di seguire il suo cuore, abbandona la famiglia e la sua fede per abbracciarne un’altra, facendosi una nuova famiglia, una nuova vita. Il rapporto tra Lambros e Orhan sono l’esempio lampante che l’amicizia va al di là della propria religione, del proprio dio. In fondo l’amicizia, come l’amore, non ha religione, non conosce limiti.

Una scrittura piacevolissima e scorrevole, dove i dettagli non mancano e danno quel tocco in più al racconto.

La lotta delle religioni, il razzismo sulle ideologie, la differenza marcata tra l’Islam e il Cristianesimo sono stati il fulcro di questo romanzo.

Gli appunti storici e le dinamiche spazio-temporali sono stati eccellenti, le storie descritte hanno dato quel surplus al lettore.

Storie d’amore condannate alla fine, due famiglie, amici dall’infanzia, la paura di chiedere, di permettere, di fuggire, di dare sfogo al cuore.

Scelte che hanno portato all’inevitabile, alla sofferenza, ad un futuro non giusto, alla solitudine e alle fratture.

Incomprensioni, incognite, dubbi, parole non dette, un amore mai consumato lasciato nel tempo.

Una buona lettura, un viaggio nel tempo, sentimenti come amicizia e amore messi in gioco.

firma Claudia

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