ANALISI DEL PERSONAGGIO SECONDARIO: DAPHNE
Daphne è un personaggio secondario alla storia, ma è quello che fa la differenza.
Arguta, dalla risposta pronta, il prezzemolino della situazione: fino alla metà del libro è presente in quasi tutte le interazione tra i due protagonisti, per poi ritornare alla fine come sorta di grillo parlante a sostegno della protagonista.
Sa il fatto suo, è un personaggio che ruba la scena, sa tenere testa alle situazioni, enigmatico e misterioso al punto tale che chiudi il libro e immagini una sua evoluzione, una sua storia.
La protagonista la descrive inizialmente con “una voce monotona e disinteressata”, apatica e con occhio vigile, per poi considerarla come amica.
Vogliamo parlare delle sue conversazioni con Monty? Esilaranti, hanno dato quel tocco di brio al libro, i loro battibecchi sono stati quella boccata di ossigeno in situazioni piatte.
Nel corso del libro ha quasi sempre sembianze animali, martora, ma quando si trasforma nella sua forma seelie attira l’attenzione di molti.
“La osservo di nuovo, ammirando la punta delle sue orecchie, gli occhi profondi, le lunghe ciglia nere.”
Alterna il suo sapere a essere la spalla comica della protagonista, la cerchi all’interno del romanzo aspettandoti una sua mossa, sempre inaspettata, sempre diversa dalla precedente.
Vorrei proprio scoprire la sua mente, quel che pensa nei suoi soliti guizzi vivaci.


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