Recensione “La stella dell’eire – Croce della vita Vol. 2” di Valentina Marcone

 

 

 

 

 

“Niente ti prepara al dolore. Quello reale, quello profondo, quello che ti spezza il fiato. Puoi passare tutta la vita a cercare di comprenderlo, ma niente ti preparerà mai alla sensazione terribile di perdita, vuoto e disperazione che provai io quel giorno. Diventi irragionevole, pazzo, saresti disposto a tutto pur di fermare quella sofferenza, uccideresti per spegnere il fuoco che ti brucia la carne. Credevo di morire, invece la Furia mi ha salvata.
Io sono una Furia, e ora ricomincio da capo. Giorno uno.”

Dopo “La Croce della Vita”, “La Stella dell’Eire” ci racconta la prosecuzione della storia di Deva e dei vampiri Sincore, tra atmosfere sempre più gotiche e tenebrose, ma senza rinunciare a sfumature umoristiche e romantiche.

 

Secondo volume della saga Paranormal Romance / Urban Fantasy “La Croce della Vita”. Abbiamo lasciato i protagonisti in un momento molto particolare. Un momento drammatico, in cui i nodi sono venuti al pettine, in cui la Furia che alberga da sempre dentro Deva fa la sua comparsa e, soprattutto, in cui l’amore si rivela ma lo fa in maniera disastrosa tra fraintendimenti, cose non dette e inganni di altri.

Deva lascia tutto, la sua famiglia, la sua casa, l’uomo che ama e a cui è destinata e se stessa, la lei quasi umana. Rimane sola per ben tre anni, anni in cui si percepisce la sua agonia, la paura, l’ignoto. Sa chi è ma non sa controllarsi. Sa da dove viene ma non dove vuole andare. E’ un’anima in pena, col cuore a brandelli quasi come la sua carne martoriata dalle continue trasformazioni che non riesce a governare. Tuttavia questi anni di solitudine le serviranno per maturare, per comprendere e anche per trovare se stessa. Una bella analisi dell’animo umano che prende coscienza di sé, una sorta di inno alla vita nuova dopo il periodo adolescenziale, dell’uomo, o dea donna in questo caso, che saluta la fanciulla che è stata e dà il benvenuto alla donna che è diventata. E poi finalmente, dopo mille fatiche, vedremo anche il coronamento del sogno d’amore. Deva trova il suo compagno, il suo predestinato consorte e insieme faranno ribollire il lettore.

Molto bello, diverso dal primo per temi e storia, ma non meno interessante. Ottima come sempre la scrittura.

Consigliatissimo.

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