Review Tour “Un altro istante così” di Ornella De Luca

 

 

 

Per Marion vivere in Pennsylvania è la cosa più terribile del mondo.

Non sa che disprezzare di più, se il piccolo villaggio Amish dov’è cresciuta o i ragazzi Amish che la corteggiano. O, più probabilmente, il semplice fatto di essere nata Amish.

Niente ha il potere di sconvolgere le sue giornate noiose e ripetitive, e di destarla dai sogni a occhi aperti su un futuro diverso, magari sotto il sole di Los Angeles, finché non trova un mucchio di vestiti abbandonati in un fosso.

Per Tucker svegliarsi nudo e senza memoria delle ultime ventiquattr’ore non è la cosa più terribile del mondo.

Gli capita spesso di bere fino a smarrire il senso della realtà, ma non gli era mai successo di aprire gli occhi dentro una fattoria ottocentesca, in mezzo a una mandria di vacche arrabbiate.

Ricorda solo di essere partito dalla California per cercare una persona e finalmente trovare risposta all’interrogativo che lo tormenta da più di due anni, ma prima deve ritrovare la sua moto e, ah sì, anche i vestiti.

Una corsa verso la libertà lungo la Route 66, al ritmo dei cuori di Marion e Tucker, tra bugie e segreti sepolti nel passato, e un’attrazione inaspettata tutta al presente.

Che mistero si cela nella memoria di una vecchia reflex? E cos’ha a che fare con i tramonti della Città degli Angeli e uno spettacolo teatrale maledetto?

Dire che io amo la De Luca, è cosa risaputa. La sua scrittura seppur semplice arriva dritta al cuore di ogni lettore, riesce a dar vita, da una trama scontata, a due protagonisti che ti entrano dentro, lasciandoti il vuoto alla parola fine.

Un romance suspense di eccezione, dove oltre alle indagini per un omicidio si susseguono parecchie situazioni scomode, un viaggio sulla Road 66 e il romanzo prende vita magicamente.

Un inizio scoppiettante direi, Tucker si risveglia nudo un un villaggio Amish e chi sarà a trovarlo? La logorroica Marion, con le sue battute della nonna, una chiacchiera senza fine, la sua tenuta da Alice nel paese delle meraviglie, un diploma nascosto, la voglia di scoprire il mondo e fuggire dal suo.

Lei è pronta ad andarsene da quel villaggio retrò, lui è pronto a scoprire la verità sulla morte della sorella e i due cosa avranno in comune? A dire il vero niente, lei è una creatura incontaminata del mondo, lui un “avanzo di galera” in cerca di guai, eppure si ritrovano su una moto, destinazione Los Angeles a percorrere Km sulla famosa Road 66 con un agnellino in borsa.

Avete letto bene un agnellino nella borsa, forse questo renderà l’idea di Marion.

“Questa ragazzina mi causerà più problemi che altro.”

Ornella riesce ad alternare momenti di suspense per le indagini e quant’altro a momenti di pura ironia e allegria con la figura di Marion. Le risate sono assicurate, la dolce e infantile Marion con le sue frasi fuori dal comune, con i suoi occhi da cerbiatta riuscirà a intrufolarsi nella vita di Tucker, la sua inaspettata ingenuità, il suo carattere allegro e le sue istantenee del momento riempiranno quei vuoti incolmabili da tanti anni.

Due opposti, lui il buio, la tristezza, la malinconia fatta persona, lei solare, allegra, con la battura pronta e il suo agnellino sempre dientro: “Lo giuro su Alfred, le caramelle alla pizza, la bibita al cioccolato e ananas e i film di Hitchcock.”

E’ una di quelle protagoniste che lasciano il segno, la contadinella, “Fermati. Scatta una foto. Ricorda per sempre”, lei e la sua polaroid, lei e le “patataine insanguinate”, le magliette strambe.

“Non voglio niente di più di questo, Tucker, nulla di più che un’istantanea. Come con la reflex, no? Un’immagine che valga la pena di ricordare e immortalare per sempre.”

Delicata e forte, caparbia e fragile, Marion aiuterà Tucker nelle ricerche, riuscirà ad entrare nella compagnia ed indagare in prima linea su quelle morti sospette.

“E sono una donna che sa benissimo che non è ricambiata, ma è comunque qui a dirti che è pazzamente innamorata di te. Nei mie pensieri c’eri solo tu. C’eri e ci sei. E non voglio che tu mi dica niente adesso.”

Ed ecco il colpo al cuore, la fragilità capace di annientare il pugile di turno, la freschezza che riesce a calmare il fuoco che divampa.

“Voglio Marion, la voglio davvero. E non perchè scatena in me un certo istinto di protezione, ma perchè è perfetta così com’è. Fresca, naturale, divertente, sincera, affettuosa, gentile, buona. Bellissima.”

Mi sono innamorata di entrambi i personaggi e dividerli è impensabile, sono la coppia perfetta, uno complementare all’altro. Due macchie di colori di diversa intensità e tono, un quadro senza un significato, un colore senza un giusto nome, un arcobaleno “scompensato” e distratto nel cielo, una miriade di emozioni che si scatenano nel cuore destabilizzandoti.

“Guardo te che guardi me, Ed è il riflesso pèiù bello del mondo… Mi sento libero da un peso, oggi, come se mi fossi tolto dalle spalle uno zaino pesantissimo dopo mesi di viaggio a piedi. Sono arrivato, la mia destinazione è lei.”

E’ stata una lettura che mi ha travolta, la semplicità della scrittura, i momenti dolci e delicati dei protagonisti, le loro personalità che disarmano, un vuoto da colmare da un lato e molto da dare dall’altro, due opposti che combaciano, per la prima volta.

Loro “un altro istante così”, l’acua e l’olio, elementi che non si uniscono mai, “ma sono sicuro che, se mescoli velocissimo, c’è un istante in cui sembra che si crei una nuova sostanza”, sono loro.

“L’amore è un pugno allo stomaco, anzi no, è una combinazione di colpi contro un avversario già vinto.”

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