Recensione “URAGANO PENELOPE” di Simona Fagiolini

 

 

 

 

 

 

La vita di Luca Agretti, affermato psicologo e scrittore, sembra una lunga strada dorata verso il successo. Cresciuto in una famiglia sana e benestante non ha mai dovuto lottare molto per ottenere ciò che ha. Fino all’incontro con una nuova paziente. Penelope entra come un uragano nella sua vita sparpagliandone i pezzi come tasselli di un puzzle. Sarà così costretto a rimettere in discussione le sue certezze e anche le sue insicurezze e a lottare, per la prima volta nella vita, per ottenere ciò che realmente vuole.

 

Dopo “Verso la luce”, lo splendido capitolo dedicato a Giulio ed Eva, ora è la volta di conoscere meglio l’amico psicologo e scrittore Luca Agretti. Se nel primo libro mi aveva dato l’impressione di essere il classico bello e impossibile, ironico e leggermente arrogante come solo gli uomini più affascinanti possono permettersi, qui ci viene mostrato un altro lato, o meglio molti lati diversi di un uomo complesso ed interessante.

Luca è cresciuto in una famiglia benestante dove però hanno sempre regnato l’amore e il rispetto e con questo esempio ha vissuto la sua vita sia nel lavoro che nei rapporti sentimentali. Certo, ha avuto parecchie donne ma non le ha mai illuse, l’amore non era mai entrato nei loro rapporti finché alla porta del suo studio non bussa Penelope.

Penelope è una giovane donna che sembra una ragazzina smarrita, che ha molto sofferto e la cui sfera psicologica è fragile e quasi appesa a un filo, ma ha anche dei punti di forza che la rendono stravagante quanto unica e questo intenso mix affascina e conquista la mente e il cuore del suo psichiatra. Forse non è eticamente lecito andare oltre il chiaro rapporto medico/paziente ma lui non sa resisterle.

Una scelta sofferta, quella di Luca, di andare oltre e cercare di aiutare ma anche di conoscere meglio questa piccola e misteriosa creatura dall’animo fragile, eppure capace di sconvolgere chi incontra sulla sua strada con la stessa forza di un uragano. Lui infatti non è l’unico che subisce il suo fascino: i suoi amici Giulio ed Eva, quando li ospitano nella loro villa in Toscana; un medico amico di Luca che la coinvolge nella lettura di fiabe ai suoi bambini del reparto oncologico e, ovviamente, tutti i bambini; non ultima, la madre di Luca, felice di vedere che il figlio ha incontrato l’amore.

Non mi addentro nella storia per non togliere il gusto al lettore ma voglio soffermarmi sullo stile dell’autrice e sulle scelte coraggiose nella trama. Conosco da un paio di anni questa autrice perché ho avuto il piacere di leggere altro nato dal suo animo e la trovo unica, originale, profonda e delicata come nessun’altra. Lo stile però non basta da solo e in questo libro infatti è sostenuto da una trama ricca e particolare, forse controcorrente rispetto alla moda che segue cliché prestabiliti ma alla lunga banali, e questo per me è sintomo di originalità che rende questo romanzo singolare e prezioso.

Consigliatissimo!!!

 

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