Recensione “Un fiume in piena” di Leta Blake

 

 

 

 

 

 

 

Dopo un incidente sul ring, il pugile dilettante Leith Wenz si risveglia e scopre che i suoi ricordi risalgono a tre anni prima. Senza appigli e combattendo per affrontare la sua nuova condizione, Leith deve fare nuovamente i conti con dolorose rivelazioni riguardanti la sua famiglia. Il fratello è al suo fianco per sostenerlo, ma è il viso poco familiare di Zach, che gli è stato presentato come il suo migliore amico, a donargli la tranquillità che desidera ardentemente. Fino a quando la presenza di Zack comincia a suscitare in lui sentimenti che non riesce a spiegarsi.

Per Zach essere dimenticato dal suo partner è straziante, ma sta attento a non rivelare la verità a Leith per proteggere entrambi da ulteriori sofferenze. Riesce a dare sollievo e voce alle sue turbe interiori solo confessando paure e dolori all’anonimo Internet. Ma dopo che Leith sembra cominciare ad aprirsi, le scelte di Zach potrebbero ritorcersi contro di lui.

E alla fine Leith dovrà interrogare il suo cuore con domande a cui la sua memoria non riesce più a rispondere.

La trama di questo libro è davvero interessante, e leggendolo si capisce che non è una falsa impressione. Già nelle prime pagine le riflessioni sulla memoria delle persone sono profonde e la mancanza di spiegazioni mediche approfondite non è un difetto, anzi sarebbe servito solo a creare uno stato di noia. Infatti, nonostante il problema di Leith sia la perdita dei ricordi, il vero fulcro del libro sono i suoi sentimenti nascosti, nascosti perché Leith deve affrontare quello che prova verso un altro uomo non sapendo di avere una sessualità aperta. Questo porta entrambi i protagonisti a non credere in se stessi, nel loro amore. Un messaggio nascosto nel romanzo, molto profondo a mio parere. In una società come la nostra i sentimenti vengono messi da parte se si parla di coppie dello stesso sesso.

Questo crea un senso di frustrazione tremendo nei due protagonisti. E in parte viene trasmesso al lettore. Quando finalmente le cose vanno nel modo in cui devono andare c’è una certa soddisfazione nel continuare a leggere.

Nella seconda parte poi c’è uno strano senso di riscoperta. Leith ha dimenticato nella mente ma non nel corpo, e questo rende le scene più piccanti meno banali del solito.

Pensavo sinceramente che il libro partisse bene e poi peggiorasse per una mancanza di idee, ma sono felice di essermi sbagliato. Forse se fosse stato più lungo e con più personaggi avrebbe stancato, ma non così, perché c’è un equilibrio quasi perfetto, i capitoli intervallati con il blog di Zach creano un ritmo facile da apprezzare e seguire.

In definitiva consiglio il libro agli amanti del genere di sicuro ma, come al solito quando si tratta di libri leggeri e ben scritti, lo consiglio anche a chi vuole esplorare nuovi orizzonti letterari e avvicinarsi ad un genere forse sottovalutato dai più.

Sensualità:  

Recensione: Editing: 

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