Recensione “Tentata dal Cowboy” (Cowboy Dreamin’ Vol. 4)di Sandy Sullivan

 

 

 

 

 

Peyton Matthews ha subìto anni di maltrattamenti emotivi alla mercé del suo ex. Ora si è rifatta una vita a Bandera, Texas, e lavora come barista al Dusty Boot, ma si scioglie ogni volta che incrocia lo sguardo di uno dei tre seducenti gemelli Young. Jason è così attraente che gli bastano un’occhiata e un cenno per farla ardere di desiderio.

Jason Young non è tipo da relazioni, in nessun senso del termine, ma quando finalmente la bella barista del Dusty Boot gli concede una possibilità, si getta a capofitto in una storia di solo sesso. E vuole assolutamente che rimanga una storia di solo sesso. Ma quando le cose tra lui e Peyton iniziano a scaldarsi, comincia a sentire il bisogno di avere un rapporto serio con lei.

Potrà la loro rovente vita sessuale condurli a qualcosa di più profondo?

Ho iniziato a leggere romanzi d’amore a dodici anni. Facevo razzia di tutti gli Harmony che leggeva mia nonna, la quale decideva, mano a mano che crescevo, quale collana sottopormi: avete presente? Rosa, verde, hot… . Adesso leggo romance di tutti i tipi, ma quando ho preso fra le mani “Tentata dal Cowboy” sono  tornata un po’ indietro nel tempo ( anche se il linguaggio usato in questo romanzo è decisamente più caldo, colorito ed esplicito di quelli che avrebbe approvato la mia nonnina!). Ho ritrovato, lo stile, la struttura e la stessa velocità d’azione dei libri che leggevo allora… Purtroppo, però, mentre tale velocità era necessaria a questi ultimi per poter racchiudere in poche pagine le intere vicende (cosa che facevano e fanno tutt’ora magistralmente), lo stesso non si può dire per questo romanzo, che avrebbe potuto rallentare la corsa a favore di una storia più credibile e “sentita” . Che dire? La storia è autoconclusiva pur facendo parte della serie “Cowboy Dreamin'”, e puo’ essere letta indipendentemente dagli altri volumi; tutto sommato è una storia carina, non impegnativa, adatta a momenti di relax; ha un bel filo conduttore, legato al passato della protagonista, che aleggia nell’aria fin dall’inizio della storia per poi manifestarsi in modo prorompente verso la fine; il racconto in terza persona permette di entrare meglio nelle vite dei personaggi e curiosare un po’ fra i loro pensieri, tuttavia … mi aspettavo qualcosa di più: alcuni episodi di rilievo sono poco approfonditi e liquidati in poche righe, le ripercussioni sono pressochè inesistenti e la trama è un po’ fuorviante…

Jason è presentato come lo sciupa femmine per eccellenza, il cowboy virile ed affascinante che non deve chiedere mai ma, di fatto, in men che non si dica si scopre innamorato e pronto a rivedere le sue considerazioni in fatto di legami.

Peyton, al contrario, sembra essere fragile e succube del bel cowboy, invece è lei a tenergli testa e a dettare le regole.

Non so, le premesse facevano pensare a giochi di conquista e a cambiamenti graduali, invece ogni cosa accade in poco tempo (nonostante le pagine a disposizione), a discapito della possibilità di conoscere bene i protagonisti, di immedesimarsi in loro e di capire il senso di alcune scelte. Ciò che non accade velocemente, invece, sono le scene di sesso: pagine e pagine (successive non intervallate) rese pesanti da continue e ripetitive descrizioni di amplessi: quelle sì che sono approfondite (e con un linguaggio, a mio avviso, spesso forzato). Sarebbe stato più utile al racconto dare meno spazio a questi aspetti e maggiore attenzione all’evolversi del rapporto fra i protagonisti.

Ho apprezzato la parte poco prima del finale, quando le cose si animano un po’ assumendo sfaccettature tipiche del thriller che danno una svolta alla storia.  Ah, quasi dimenticavo: tra le pagine, ci si imbatte qua e là in fugaci apparizioni di fantasmi (già citati anche nei volumi precedenti della stessa serie e forse l’unico aspetto, non concluso, che lega questi romanzi), che appaiono e scompaiono in fretta senza che il lettore ne capisca il senso: immagino che tutto verrà svelato solo alla conclusione della serie Cowboy Dreamin’.

Sono sincera: questo romanzo non mi ha colpita particolarmente, poteva dare di più. Peccato, perchè l’idea di fondo meritava, ma sembra sia stata realizzata e scritta volendo arrivare subito alla conclusione, perdendo così molti pezzi importanti lungo il cammino.

RECENSIONE DI

EDITING A CURA DI

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