Recensione “Senza etichette” di Verdiana Rigoglioso

 

 

 

 

Durante un campeggio estivo i destini di Alek e Dave s’incrociano per caso. Nonostante gli incontri siano solo estivi tra i due ragazzi nasce subito un’amicizia fraterna e profonda. I campeggi si ripetono negli anni e i due intuiscono sin da subito che questo legame ha qualcosa di speciale, un qualcosa a cui non sanno ancora dare un nome, ma di cui sentono l’energia, a tratti il tormento. Insieme sentono di potersi completare, ma le cose non saranno così semplici…Il padre di Dave ha in mente cose troppo diverse per suo figlio. Passano cinque anni e quando Dave ha vent’anni, la vita lo porta ad andare a Londra, la città in cui anche Alek lavora già da un po’ di tempo.
Come spesso accade alle relazioni vere i due si perdono per, prima o poi, ritrovarsi in forme diverse e sempre nuove. Riuscirà Dave ad essere finalmente se stesso e a realizzare il desiderio di amare Alek? L’autrice insegue affettuosamente le storie parallele dei due protagonisti disegnandone i percorsi diversi con tanta delicatezza e tenerezza.

Ho letto questo libro appena uscito, avrei potuto scrivere la recensione immediatamente, come si dice dalle mie parti “a botta calda” ma ho preferito aspettare, aspettare di avere l’autrice ospite del nostro gruppo. Il motivo principale di questa scelta in parte è per il bisogno di rileggere il libro e farlo mio, ma col passare del tempo la vera motivazione si è palesata: non lo avevo davvero compreso finché a forza di informarmi non ho preso coscienza di quanto le etichette, citate nel titolo, siano fondamentali nel mondo lgbt! Le etichette, che se ne senta o meno il bisogno, sono il nome che noi diamo alla nostra identità sessuale e di genere. Ecco, in questo libro, attraverso la storia di Alek e Dave l’autrice riesce a toccare questo argomento senza sporcarlo, senza sminuirne l’importanza. A prescindere da quale sia la posizione che viene presa in merito alla questione, il messaggio che passa è il rispetto che deve esserci per ogni persona, il sentirsi degni di amare ed essere amati, il poter camminare a testa alta, senza nascondere e giustificare agli altri ciò che siamo!

La storia dei due protagonisti potrebbe essere la storia di tanti, un amore nato in età adolescenziale e messo a tacere dal pregiudizio di chi non accetta che il proprio figlio sia gay! Verdiana racconta l’amore e lo fa in maniera discreta ma, quello che ti lascia quando scrive la parola “Fine”, deve essere metabolizzato e interiorizzato perché in quel momento ti sta donando una chiave di lettura tutt’altro che scontata. Che l’etichetta ci serva per dire “Ci sono e sono questo” o che non sentiamo il bisogno di dare una definizione a ciò che siamo, sicuramente ci pone davanti a delle riflessioni importanti! Ve lo consiglio? Assolutamente si!

 

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