Recensione “SECONDE OCCASIONI” di Rowan McAllister

 

 

 

 

 

Sebbene sia nato tra agi e ricchezze, Jordan Thorndike è stanco di fingere: non potrà mai diventare un avvocato come vorrebbero i suoi genitori, e nemmeno dare loro una nuora e dei nipotini. Messo di fronte a un ultimatum – continuare a vivere nella menzogna o andarsene – Jordan prende la sua BMW e se ne va.
Senza casa, senza lavoro e senza aspirazioni, Jordan trova rifugio in una delle organizzazioni di beneficenza finanziate dalla madre: il ranch delle seconde occasioni. Grazie al proprio nome e carisma, Jordan ammalia lo staff in quattro e quattr’otto … tutti tranne uno.
Russ ha sempre dovuto lottare per sopravvivere e detesta quel rampollo viziato che sfrutta il ranch solo per il gusto di vivere un’avventura. Jordan è disposto a tutto pur di dimostrare a Russ di saper lavorare sodo, ma la famiglia e alcune ferite del passato complicheranno le cose. Riuscirà Jordan a capire che quella che per lui è una vacanza per altri è la dura realtà della vita? E Russ potrà mai accettare che Jordan è capace di maturare … e di amare?

Alcune recensioni non sono semplici da scrivere, soprattutto se riguardano un romanzo innegabilmente carino e scorrevole, anche dolce se volete, ma che per qualche motivo non è riuscito a coinvolgermi particolarmente.

Non saprei dire esattamente cosa sia mancato, dopotutto gli aspetti tipici di un buon romanzo ci sono: la situazione di partenza nella vita di Jordan, il protagonista; la sua fuga verso l’ignoto in cerca di una nuova vita; l’incontro con un uomo bello e tenebroso, Russ; lo scontro fra i due e un successivo avvicinamento piuttosto “bollente”; alcune difficoltà da superare … Eppure non ho avvertito quella miccia in grado di accendere le emozioni! Forse perché ogni pagina è avvolta da una scia malinconica che a mio avviso soffoca il romanzo; forse perché per gran parte della narrazione la storia fatica a decollare; forse perché, quando finalmente lo fa, le vicende subiscono un’improvvisa accelerazione, così marcata da penalizzare le emozioni, le stesse che potevano essere vissute appieno se più “coltivate”…

I due protagonisti, Jordan e Russ, sono descritti abbastanza bene, ma mentre per Jordan è facile provare affetto e un senso di protezione, a causa del suo passato e del suo bisogno di ricostruirsi una vita, le cose sono molto diverse per quanto riguarda Russ! Devo dire che il suo personaggio non mi ha colpita particolarmente! Pur comprendendo le motivazioni del suo agire, non ho amato il suo comportamento, né il cambiamento troppo repentino e forzato nei confronti di Jordan; anche i suoi discorsi lasciano il tempo che trovano, perdendo significato e credibilità verso la fine … una fine avvolta anch’essa da un velo malinconico che, proprio a causa sua, spinge a domandarsi: “Questo uomo è davvero innamorato di Jordan o la loro storia ha le ore contate?”

Ripeto, il romanzo è carino, non posso assolutamente dire il contrario (le vicende raccontate e ambientate all’interno del Ranch, un rifugio che si occupa di animali bisognosi di cure e di affetto, sono piacevoli e fanno venire voglia di correre in loro aiuto!), ma purtroppo non mi ha lasciato molto emotivamente.

Prendendo spunto dal titolo però, vi suggerisco di dargli “Seconde occasioni”! Magari sarà più nelle vostre corde; magari coglierete aspetti diversi che vi emozioneranno; magari saprete apprezzarlo meglio di come ho fatto io!

Dopotutto, si sa, il giudizio è sempre soggettivo

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