Recensione “SE TI ACCORGESSI DI ME” di Sharon Huss Roat

 

 

 

 

 

 

 

L’ansia sociale di Vicky Decker l’ha spinta a elaborare complicate strategie per passare inosservata e non essere mai al centro dell’attenzione. L’unica con cui riesce a essere se stessa è la sua amica Jenna. Quando Jenna si trasferisce, però, Vicky rimane completamente sola e per combattere quell’isolamento ormai insostenibile, decide di creare una falsa identità sui social, ritoccando le foto di altre persone come se fossero sue e postandole sul profilo Instagram @vicurious. Improvvisamente comincia ad avere dei follower e ben presto si ritrova a vivere una vita parallela, senza nemmeno aver lasciato la sua cameretta. Ma più cresce il numero dei follower e più le diventa chiaro che ci sono moltissime persone, là fuori, che si sentono esattamente come lei: #sole e #ignorate nella vita reale. Per aiutare loro, e se stessa, dovrà rendere la sua realtà virtuale molto più reale…

Uno spaccato adolescenziale molto emozionante.

Non siamo davanti ai classici capitani della squadra di football contornati da cheerleader, né partecipiamo a banali feste nelle quali birra e alcolici scorrono a fiumi, bensì dall’altra parte della barricata: dalla parte dei cosiddetti sfigati.

La protagonista Vicky è una ragazza come tante che però ha un problema a socializzare maggiore dei coetanei, finora ha avuto una sola amica, Jenna, l’unica con cui riesce a parlare ed essere se stessa.

Quando Jenna cambia scuola e città per Vicky tutto precipita nel nero più assoluto.

Non ha più nessuno con cui parlare né che la “veda”, è un essere da tappezzeria, che nessuno nota e nessuno vuole.

Ad ogni problema continua a cercare Jenna con la quale intrattiene una fitta corrispondenza social, tuttavia quando l’amica inizia a fare nuove conoscenze il loro rapporto subisce un contraccolpo.

Non era previsto che qualcosa potesse separarle eppure accade, come è giusto che sia. Una marea di incomprensioni da ambo le parti fa in modo che non si sentano e non si cerchino più e per Vicky il baratro è sempre più vicino.

Inizia a saltare le lezioni, passa giornate intere nei bagni della scuola, evita la mensa e le folle finché compie un gesto eclatante: si traveste, si scatta selfie e gioca con photoshop ma soprattutto apre un account social in cui riversa foto e frustrazione. Inaspettatamente riscuote un enorme successo semplicemente perché di ragazzi timidi e sfigati come lei o più di lei ce ne sono tantissimi, troppi.

Devo dire che avendo due figlie adolescenti vedo che questa del bullismo è una piaga dilagante.

C’è troppo il senso del bello, del giusto cui tutti cercano di omologarsi lasciando indietro chi invece non ce la fa o non vuole farcela.

Non parlo di episodi importanti che comunque avvengono in ogni scuola di ordine e grado, ma parlo di piccole cose, dal non invitare una ragazzina ad una festa, o non far partecipare un altro a un gruppo di studio fino al banale soprannome affibbiato scherzosamente a qualcuno che di scherzoso non ha nulla.

In tutto questo poi sono spesso i genitori stessi a gonfiare il petto se i proprio figli sono “in” e non si curano di chi hanno accanto.

Tornando al romanzo all’inizio sono proprio i ragazzi di serie B che trovando una voce amica, una persona che li “vede” a far decollare il profilo, poi però si aggiungono anche i ragazzi più popolari, quelli che spesso bullizzano gli altri e che ascoltando le parole della nuova Vicky capiscono di poter migliorare il proprio comportamento e fare la differenza. Aggiungo che questa seconda parte della storia è una bellissima utopia, ma chissà che anche un semplice libro possa far qualcosa.

L’account della nuova Vicky raggiunge milioni di follower e raggiunge anche alcuni canali televisivi diventando un fenomeno nazionale. A questo punto vi lascio con alcuni interrogativi. Potrà la piccola e super timida Vicky reggere il peso di un tale evento? E tutto da sola? Ma in fondo poi è veramente da sola o grazie al coraggio del suo alter ego inizia a prendere coscienza di sé e delle proprie capacità?

Eh be’ è da leggere per salerlo.

Consigliato!!!

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