Recensione “RICOMINCIARE” di Faustine Carlyle

 

 

 

 

 

 

Simon Bennett ha avuto tutto dalla vita. Una brillante carriera da modello, soldi, divertimenti, belle donne che gli ronzavano sempre attorno; e Regina, l’altra metà della sua anima.
Con una bambina in arrivo, il matrimonio alle porte e la carriera in continua ascesa, la sua vita sembra essere perfetta. Poi il sogno si spezza, tutto precipita e Simon cade in una spirale infinita di dolore e sofferenza, che lo porta a rovinare ogni cosa e a non accorgersi di ciò che sta lasciando indietro.

Affiancato da suo fratello gemello Kevin, che mette da parte la sua carriera da regista per stargli vicino, riprende a lavorare, ma la sua vita ora è avvolta da una catatonia emotiva che lo fa chiudere in se stesso. La continua tensione tra i fratelli aggrava le già precarie condizioni fisiche del modello, ma ciò non gli impedisce di fare il possibile per buttarsi via, accettando lavori poco adatti a lui e scegliendo compagnie discutibili, allontanando da sé chi gli vuole bene. Fino al punto di rottura. E Simon, ormai esausto, si arrende.

Chi invece non è disposto ad arrendersi è Kevin, che lo salva in extremis e rimane al suo capezzale, mettendo ancora una volta da parte se stesso, per aiutarlo a ritrovare la voglia di vivere e ad accettare la presenza della figlia, che porta il nome della madre morta di parto.

 

Una storia commovente che tocca temi forti e importanti, quali l’amore di coppia unico e totalizzante, la perdita, l’amore fraterno.

Partiamo con ordine dall’amore fra Simon e Rigina.

Due persone che, dalla vita hanno avuto tutto: bellezza, soldi, successo e non meno importante il loro trovarsi e innamorarsi.

Sono alle porte del loro matrimonio e aspettano un bambino.

L’autrice ci fa avvertire fin dalle prime pagine un clima particolare, un amore unico, nato pian piano e ora nel fiore delle sue potenzialità e aspettative.

Tuttavia, il quadro cambia drasticamente e ritroviamo un Simon disperato, un Simon che non sembra più lui, è spento, svuotato.

Pian piano il lettore intuisce il motivo del drastico cambiamento e accarezza il dolore schiacciante del protagonista rivivendo tramite dei flash back la loro splendida storia d’amore che ora è finita.

Non si parla subito di cosa sia successo ma si intuisce.

E’ come voler rispettare il dolore di Simon, stargli vicino, ascoltarlo, senza imporre la propria presenza.

Credo che questa scelta sia stata di una delicatezza squisita.

Simon da solo non è in grado si risollevarsi e interviene il fratello gemello Kevin.

Il rapporto fra i due è psicologicamente molto interessante.

C’è un altissimo rispetto nonostante alcune gelosie di fondo classiche dei fratelli, soprattutto se gemelli, soprattutto se uno dei due ha avuto successo nel mondo della moda e l’altro no, eppure queste piccole cose non inficiano il loro profondo amore.

Kevin, a differenza del fratello non si arrende mai.

Simon, ad un tratto getta la spugna, insieme alla propria vita, alla carriera e all’affetto della figlia nata nel momento in cui la mamma Regina moriva lasciando un immenso vuoto nei suoi cari.

E’ la figura di Kevin che regge le sorti dell’intera famiglia, dalla neonata bisognosa di cure e affetto, al fratello che non si vuole riprendere.

Splendido il finale, a sorpresa, delicato, dolcissimo come una carezza che conclude in modo magico un bel romanzo.

 

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