Recensione “Ricette per chiarire – Il curioso ricettario di Nonna B Vol. 2 – di Amy Lane

 

 

 

 

 

 

Una domenica mattina Emmett Gant esce di casa deciso a confessare al padre una cosa importante, ma scopre che l’uomo è venuto a mancare. Ora, a quasi tre anni di distanza, il giovane non riesce a capire con chi stare: la ragazza dalle guanciotte da criceto e la famiglia numerosa, o Keegan, il vicino di casa che, pur non avendo una famiglia, lo rende felice con la sua sola presenza?

Ci vuole qualcosa per schiarirsi le idee.

Per fortuna, la mamma del suo migliore amico possiede un libro di ricette capaci di snebbiare le menti più confuse, e Emmett ne viene subito conquistato. Quando il libro lo segue fino a casa, lui e il vicino decidono di preparare un piatto “per chiarire”, e quello che segue è davvero chiarissimo – e forse anche un po’ sorprendente, soprattutto per la sua ragazza. Emmett dovrà quindi riflettere sul passato e sulla cosa importante che voleva confessare al padre, se non vuole rischiare di rovinare la ricetta per l’amore perfetto.

Una storia leggera e molto carina, per passare qualche ora in compagnia di due ragazzi che, grazie alle curiose ricette di nonna B., riusciranno finalmente a stare insieme.

Protagonista è Emmett che, deciso a confessare al sua omosessualità, rimette tutto in discussione poiché lo stesso giorno suo padre muore. Da quel momento Emmett smette di considerare la sua omosessualità, come se la dimenticasse in favore dell’idea di avere finalmente una famiglia che non ha mai sentito di avere veramente. Si trova una ragazza con cui però non riesce ad entrare in intimità e si lega al suo vicino di casa, Keegan, che a differenza della ragazza non ha una famiglia numerosa ma che lo fa stare bene e lo rende felice.

Quando la mamma del suo migliore amico gli dona un ricettario contenente delle curiose ricette, Emmett inizia a comprendere che quello che prova per Keegan non è solo amicizia e si ritrova a dover scegliere tra lui e la sua ragazza. Capirà anche che quella famiglia che pensare di non avere in realtà c’è sempre stata.

Una lettura piacevole ma decisamente meno intensa rispetto agli altri libri della Lane.

SENSUALITA’: 

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