Recensione “Natale a Nothing Hill” di Karen Swan

 

 

 

 

 

 

trama

Migliaia di addobbi e luci scintillanti decorano Londra mentre si avvicina il Natale, ma Nettie Watson non è in vena né di feste né di regali. Il Natale, per lei, è solo il ricordo doloroso di quello che aveva, della vita che era abituata a fare e di chi non c’è più… Quando, con sua grande sorpresa, si ritrova al centro di una campagna mediatica senza precedenti e, ancora più inaspettatamente, attira l’attenzione di Jamie Westlake, la popstar più amata del momento, la situazione la coglie del tutto impreparata. Jamie è famoso per essere un impenitente spirito libero ma l’attrazione nei confronti di Nettie è evidente e innegabile, come del resto i suoi sforzi per ignorare i propri sentimenti e la straordinaria chimica tra loro… Nettie, dal canto suo, è alle prese con profonde ferite: il dolore per la scomparsa della madre è ancora troppo fresco e non ha idea di come lasciarselo alle spalle per accogliere la gioia di quelle luci sfavillanti, della pienezza degli abeti carichi di neve e la promessa di quell’amore che sta bussando al suo cuore…

recensione

Bene bene, ho fatto le due per finire questo libro. Non so nemmeno io se ho fatto tutta una tirata per leggere il finale o semplicemente perché volevo togliermelo di torno. Non è sempre tutto oro quello che luccica…

Ma andiamo per ordine. Subito dopo aver iniziato a leggere il primo capitolo mi sono resa conto che stavo andando veramente a rilento, ma non ne capivo esattamente il motivo, la trama mi aveva colpita e, nonostante i personaggi fossero la solita combinazione in cui lui è famoso e lei è “normale”, mi piaceva la storia per come era descritta. Poi ho capito… Fino a metà libro l’autrice è alquanto prolissa, bastava la metà delle pagine per incuriosire il lettore e far capire l’andamento della storia, senza dilungarsi in spiegazioni e discorsi a mio avviso inutili, per poi ritrovarsi a correre come una forsennata dalla metà del libro in poi, quando invece secondo me la storia meritava un po’ più di attenzione.

Non so, è come se si fosse accorta che le era venuto fuori un libro di 400 pagine e avesse un limite massimo di scrittura.

Passiamo adesso ai tasti veramente dolenti: il finale… È possibile che nell’ultimo capitolo l’autrice si sia dimenticata, non so come, dell’esistenza del protagonista maschile? Un attimo prima era in salone e un attimo dopo sparito… Veramente? Proprio nel finale?

Seconda cosa: il titolo. Per quale motivo chiamare un romanzo Natale a Notting Hill quando il quartiere londinese viene nominato una sola volta a metà libro e poi viene lasciato in disparte? Il quartiere in cui si svolge la storia è Primrose Hill e sinceramente non trovo il nesso tra le due cose.

E poi, mi scuso subito per quello che sto per dire, ma… questo libro è stato riletto prima di essere pubblicato? Posso passare sopra ai refusi, e credetemi ce ne sono tanti ma, mi dispiace, i pronomi personali mancanti no. Non ci passo sopra. Non è un semplice refuso, è un errore bello e buono e anche qui… ne mancano diversi.

Da leggere? Non so, giudicate voi!

 

Sensualità: cuori3

 

Recensione: FirmaIceAngel2

Editing: mandy

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