Recensione “Love for love – Hearts Series 3” di Claire Contreras

 

 

 

 

 

C’è stato un tempo in cui Jensen e Mia erano inseparabili. Poi le cose sono cambiate. Jensen sa che è colpa sua, sa di aver perso Mia. No, non l’ha persa. In realtà l’ha gettata via. Lei era la sua migliore amica, la sua musa ispiratrice, l’unica che credesse in lui. Sa di averle spezzato il cuore, ma all’epoca pensava di non aver altra scelta. Ora, a distanza di anni, lui e Mia si sono ritrovati a lavorare insieme e averla davanti ogni giorno gli ricorda il motivo per cui ha perso la testa per lei. Questa volta, però, Jensen non commetterà errori: ha intenzione di fare tutto quello che è in suo potere per non lasciarla andare.

Terzo libro della Hearts Serie e ammetto di non aver letto i primi due, tuttavia credo rimedierò quanto prima perché, dopo molti libri carini, belli o mediocri, finalmente con questo ho preso una boccata d’aria fresca. Sì, mi è piaciuto molto, ho anche sofferto parecchio e i personaggi hanno rischiato che, presa dalla disperazione, entrassi fra le pagine del romanzo e dessi loro un calcio nel sedere.

Jensen e Mia.

La storia inizia in un certo senso dalla fine, la fine della loro meravigliosa storia d’amore. Cinque anni prima erano due ragazzini innamorati e poi lui, vuoi per la giovane età, vuoi per il bisogno di libertà, vuoi perché nella vita si commettono errori, ha fatto la cavolata più grande che potesse fare e l’ha lasciata andare. Non pago di tutto ciò ha fatto la seconda cavolata della sua vita mettendo incinta una ragazza di cui non era minimamente innamorato e l’ha sposata per senso del dovere. Insomma, uno sfacelo.

Chi era Jensen? Un ragazzino insicuro che non sapeva cosa fare della sua vita e del suo talento. Aveva una migliore amica e l’ha persa, aveva una ragazza di cui era follemente innamorato e l’ha persa, aveva una sola persona al mondo che credesse in lui e l’ha persa. Sono passati cinque anni da quel giorno, ora è un affermato scrittore, ha una carriera e una bella casa, ha anche un divorzio alle spalle, ma soprattutto ha un nuovo amore: sua figlia. Ha un solo rimpianto ed è quello di aver lasciato andare l’unica donna che abbia mai amato e che continua a occupare il suo cuore e i suoi pensieri, tant’è che scrive continuamente di lei nella sua rubrica per il giornale in cui lavora e nei suoi romanzi per bambini. Mia è la sua ossessione.

Quella ossessione un giorno va a lavorare per il suo stesso giornale e Jensen si rende immediatamente conto che l’antico amore è sempre lì davanti a lui, dentro di lui. E ogni pagina che si legge, dalla prima all’ultima, è un continuo struggimento d’amore di un uomo verso la donna che ama alla follia, un anelito di vita, un senso di colpa e di inutilità che lo divora. Ma Jensen questa volta è determinato a riconquistarla e a non commettere nessun errore. Avrà amore per Mia, avrà pazienza, avrà devozione. Mai letto in un romanzo un amore così grande da parte di un uomo, uno scrittore che con le parole ci sa fare eccome, così come con i sentimenti.

In tutto questo c’è un però, un’incognita di cui ancora non ho parlato: Mia. Dal tradimento di Jensen Mia è uscita devastata, forse più è grande l’amore e più è potente e distruttivo il dolore e lei se ne è lasciata invadere ogni cellula. Ha continuato la sua vita, ha avuto altre storie, ma nulla è più penetrato all’interno del suo cuore totalmente chiuso e corazzato. È ben decisa a non far mai più cadere le proprie barriere e nemmeno Jensen, seppure scuota i suoi propositi fin nelle fondamenta, riesce nell’intento.

Da qui nasce il dramma del libro: Jensen è talmente pentito, talmente innamorato, talmente deciso a riaverla nella sua vita che fa dimenticare al lettore che in fondo è lui la causa di tutta la loro sofferenza, e si riscatterà agli occhi di tutti proprio per la purezza dell’amore che dimostra. Solo Mia sembra non voler dargli una seconda possibilità. È il dramma del pentimento, della seconda opportunità, del riscatto.

Ho trovato due personaggi incredibili. Certo, avvertivo la disperazione e il dolore di Mia anche se avrei voluto che perdonasse e anche in fretta, ma quello che “buca” le pagine è Jensen. L’introspezione del pentimento e della voglia di riscatto è veramente interessante e ben sviluppata, e soprattutto l’autrice ha la capacità di farla arrivare sotto pelle al lettore che commosso tifa per lui dall’inizio alla fine. Jensen è un “teppistello”, come lo chiama il padre di Mia, che grazie al dolore e agli errori è maturato presto, non si è incattivito né chiuso in se stesso, ma ha dato prova di lottare per il sogno in cui credeva e in cui credeva anche la sua amata Mia, ed è riuscito a costruirsi una carriera e una nuova vita nella quale manca solo un tassello: l’amore. E ora è il momento di conquistare anche quello.

 

Sensualità: 

Recensione:  

Editing: 

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