Recensione “Le campane di Times Square” di Amy Lane

 

 

 

 

 

 

A ogni vigilia di Capodanno dal 1946, Nate Meyer si avventura da solo a Times Square nel tentativo di udire le fantasmatiche campane che lui e il suo perduto amante dei tempi della guerra giuravano avrebbero ascoltato insieme. Quest’ anno, però, è il nipote Blaine a trascinare Nate per le strade di Manhattan rivelando i suoi segreti al nonno, reso silenzioso da un ictus. Quando Blaine presenta all’amato nonno il suo ragazzo, non immagina che Nate nasconda un segreto simile. I ricordi di Nate quindi ci riportano indietro nella Seconda Guerra Mondiale, durante la quale Nate fotografo, viene reclutato a bordo di un bombardiere per fotografare luoghi o costruzioni che i tedeschi vogliono tenere segreti. Ma qualcosa va male e l’aereo precipita in un bosco, dove viene salvato da Walter, un soldato americano a sua volta imprigionato e scappato dai tedeschi.

Nate e Walter si costruiscono un’oasi di pace, in mezzo a tutta quella violenza e caos che è la Seconda Guerra Mondiale, ma niente è permanente e ora tutto quello che a Nate resta sono i ricordi di un uomo la cui esistenza è sempre stata ignorata dalla propria famiglia.

In questo romanzo storico dobbiamo mettere in conto che, oltre all’amore, c’è sempre anche il dolore e un po’ di amarezza… Amy Lane, si sa, ha una maestria nel raccontare i sentimenti umani, creando una storia appassionata e commovente che merita di essere letta. Quindi ci prepariamo qualche fazzoletto ma ne vale assolutamente la pena.

Troviamo Nate, di famiglia ebrea, che nasconde chiaramente la sua inclinazione. Se è difficile ai tempi nostri, figuriamoci nel 1940, e lui sa bene che non potrà amare un altro uomo perché la sua stessa religione lo considera un peccato. Solo quando incontra Walter, con lui capisce che tutto potrebbe cambiare.

È un romanzo di cui pensi di sapere il finale… e invece no.

La descrizione della guerra, degli avvenimenti di allora, quello che immaginavano stesse succedendo(i lager) non risultano per nulla pesanti perché sono solo accennati.

Certo non vedi l’ora di capire poi come la storia tra di loro si possa evolvere. Anche se tutto il racconto è descritto utilizzando il punto di vista di Nate, ho adorato Walter… rosso di capelli! Bellissimi anche i personaggi secondari, tra cui Ouida che, assieme a Marion, rimarrà sempre vicino a Nate.

Un romanzo da leggere assolutamente.

 

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