Recensione “L’anatema dei sette peccati” di Davide Fresi

 

 

 

 

L’idea della storia raccontata scaturisce dalla suggestione che ha avvinto molti di noi quando abbiamo ipotizzato di disporre di una macchina del tempo: quale epoca storica avremmo voluto visitare? Forse quella in cui era vissuto Gesù di Nazareth? Quali sensazioni avremmo provato parlando viso a viso con Gesù? Quali emozioni avrebbero alimentato in noi i suoi occhi ammalianti? E come avremmo agito se ci fossimo trovati a Gerusalemme durante la sua Passione? Ci saremmo opposti alla crocifissione? Queste sono alcune delle domande che hanno stimolato la fantasia dell’autore. I protagonisti della narrazione, Polibio e Fedro, per un tiro della sorte compiono un viaggio temporale e si ritrovano a conoscere personaggi storici dal grande carisma, da Tiberio Cesare a Ponzio Pilato, da Simon Pietro alla Madonna, e arrivano quasi al punto di cambiare il corso naturale della storia. Nel romanzo è tracciato un brillante affresco di un’epoca che mantiene ancora intatto il suo fascino, ed è raccontato fin dove possa arrivare la ferocia di un uomo che ambisca a conquistare il mondo. Il governatore Marcello non esita a far torturare e crocifiggere una moltitudine di innocenti pur di soddisfare le sue brame. Misteri e colpi di scena si avvicendano pagina dopo pagina in un’incalzante successione. Polibio e Fedro sono arbitri del destino dell’umanità e ben presto ciò che accade fa vacillare ogni naturale certezza.

Devo ammettere che mi affascinano molto gli autori che combinano la conoscenza e la passione per la storia con la fantasia, l’immaginazione e questo romanzo non ha affatto deluso le mie aspettative, anzi.

Già dalle prime pagine la storia ti coinvolge e ti affascina, mettendoti a stretto contatto con due amici d’infanzia, due mercanti che sono caratterialmente l’uno l’opposto dell’altro, ma che nonostante tutto si vogliono bene davvero, come se fossero fratelli. Si trovano a discutere animosamente in mezzo ad un bosco, durante uno dei loro viaggi di lavoro quando scorgono un oggetto strano, anomalo, a loro del tutto sconosciuto.

Fedro e Polibio, che sono diametralmente opposti si trovano presi da una irrefrenabile curiosità che in quel magico momento li accomuna.

Fedro è caratterialmente un arrivista, sconsiderato, impulsivo disposto a qualsiasi cosa pur di ottenere fama e successo, un uomo senza scrupoli, mentre Polibio è più riflessivo,  generoso, altruista, responsabile e ponderato. La curiosità vincerà le loro differenze ed entreranno in questo marchingegno, scoprendone all’interno delle “diavolerie “ mai viste prima di allora, purtroppo la via d’uscita da quel macchinario di ferro sarà improvvisamente bloccata e i due si trovano senza nessuna via di uscita.

Il panico di quel momento, la consapevolezza, il sentirsi in trappola è davvero affascinante e ben descritto dall’autore.

Da qui cominciano una serie di fantastiche avventure che metteranno alla prova entrambi i due protagonisti e anche in pericolo il loro rapporto di amicizia e di affetto.

Fedro metterà più volte a repentaglio la salute mentale e la libertà fisica del suo amico rischiando di venir odiato ed abbandonato, ma Polibio ha un cuore buono e nulla riuscirà ad intaccare i suoi sentimenti, nemmeno i numerosi folli tentativi di Fedro di arrivare alla ricchezza e al successo. La fame di potere si nutre dell’aridità del cuore.

Dopo una serie di peripezie, in una cella di una prigione, l’arrogante Fedro incontra Simone, devoto e seguace di Dio, il quale sarà cosi influente su Fedro da far nascere in lui un cambiamento inaspettato, quel cambiamento che solo la fede è in grado di creare.

Fedro  e Polibio una volta liberi, faranno un ulteriore viaggio in cerca di Gesù Di Nazareth per conoscerlo da vicino, così vicino che Fedro finisce con il condividere una cella di prigione insieme a questo uomo cosi affascinante e carismatico.

Gesù prenderà tra le sue mani la vita di questi due uomini e ne farà un capolavoro.

I complimenti vanno fatti assolutamente all’autore che ha usato un lessico ricercato e adeguato ai tempi in cui la storia e’ stata scritta, il lettore può identificarsi in entrambi i protagonisti perché, diciamolo, in ognuno di noi c’è un po’ di Fedro e un po’ di Polibio. Quello che è necessario per tutti è trovare il giusto equilibrio tra i due e lo si trova spesso seguendo la fede, l’amore e, soprattutto, la conoscenza della verità e di ciò che è importante veramente nella nostra vita. Siamo tutti mercanti della nostra esistenza, dobbiamo saper vendere e comprare un po’ della nostra anima e del nostro cuore.

La storia e’ bellissima ma non leggera , impegnativa, in alcuni tratti molto scorrevole e per altri leggermente tediosa. Ma in un contesto cosi importante come la trama di questo romanzo ed il periodo storico è necessario avere dei momenti in cui  ci sia tempo per rallentare la corsa della lettura  e la bramosia di arrivare alla fine.(insomma cercare di non essere precipitosi come Fedro).

 Un libro che ci fa riflettere molto su noi stessi. Se esistesse davvero una macchina per viaggiare nel tempo credo non ci possano essere migliori compagni di viaggio di Fedro e Polibio. Mi è rimasto un profondo affetto per questi due insoliti amici cosi diversi eppure terribilmente simili.

Complimenti.

 

Recensione: Editing: 

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