Recensione “LACRIME DI CERA” di Liliana Marchesi

 

 

 

 

 

 

In un mondo distrutto dalla guerra tra classi sociali, un nuovo Impero regna Sovrano. Un Impero costruito grazie alle capacità di una società progredita, ma legato alle tradizioni dell’ormai lontano Ottocento. Un Impero servito da automi dall’aspetto umano e la pelle rivestita di cera. Protetta dalle fredde mura di un palazzo inespugnabile, in Russia Camille vive la sua vita fra balli e ricevimenti, ignara di essere prigioniera di un’utopia. Contro il proprio volere, verrà promessa al futuro Imperatore. Un uomo meschino, violento e incapace di amare. Mossa dalla disperazione e in cerca di una via di fuga scoprirà l’esistenza di un sotterraneo segreto, dove troverà Lui, sua unica possibilità di salvezza. Su quali menzogne è stato costruito l’Impero Sovrano? Cosa c’è fuori dal palazzo?

 

Un bel distopico ambientato in un ipotetico futuro, dove una élite di nobili vive in un palazzo blindato nella freddissima Russia. Questa è una strana Corte, dove l’imperatore Ivan Morozov è il capo di tutti e gli altri membri sono tutti Sovrani delle diverse nazionalità. Non ci sono sudditi, classi sociali, solo Sovrani e servi. I Sovrani vivono le loro vite all’interno del Palazzo, partecipano a feste e balli e la loro vita sembra scorrere serena e felice. I servi sono invece degli automi ricoperti di cera, che non hanno vita propria al di fuori del mero servizio. Un mondo utopico, ma anche banale e mortalmente noioso, dove nessuno si chiede cosa possa esserci al di fuori di quelle mura.

La storia narra le vicende della giovane Camille, orfana di madre e destinata al giovane Roman figlio dell’imperatore. Inutile dire che Roman è un essere abietto e spietato come il padre, ricco di fascino ma anche di malvagità e che Camille, al contrario di tutte le altre ragazze da marito, detesta profondamente.

La giovane è pura e delicata ma ha anche un carattere curioso e avventuroso che la porterà a scoprire alcune pecche nella perfetta organizzazione del regno. A quanto pare in tutto il reame lei è la sola a porsi delle domande, gli altri vivono nella più totale apatia. La sua curiosità tuttavia la condurrà al punto di non ritorno, a dover scappare da quel Palazzo maledetto, non per sottrarsi al matrimonio indesiderato con Roman quanto per scoprire la verità. Verità sulla presunta morte della madre, verità sull’identità dei servi del palazzo, verità sulle leggende che le raccontava la madre su possibili mondi al di fuori del loro e di gruppi di Ribelli che lottano contro la tirannia dell’Imperatore.

In questo viaggio non sarà sola: un automa, un servo, Lui, la aiuterà ad uscire dal palazzo e a scoprire le mille verità che cerca. Ma Lui non è quello che sembra, è molto di più e sarà la chiave per cambiare il mondo e soverchiare l’autorità.

La scrittura è fluida e sicura, a tratti però poco coinvolgente, soprattutto all’inizio che ho trovato freddo e monotono ma forse semplicemente perché descriveva un mondo utopico piatto. Nel corso della narrazione ha preso quota, mi ha saputo catturare senza tuttavia toccare vette altissime. Forse un approfondimento di alcuni aspetti, di alcuni tratti psicologici o sentimentali dei vari personaggi avrebbe aiutato un maggiore coinvolgimento.

Nel complesso un buon libro.

Consigliato.

 

Sensualità: 

Recensione: 

Editing: 

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