Recensione “La strada per Hopeful Ranch” di Emma Lee Bennett

 

 

 

 

 

 

Allison, giovane indipendente che vive a New York, determinata nel lavoro, dove ha molto successo, conduce una vita sessuale spigliata con partners sempre diversi. La sua esistenza viene stravolta dalla malattia. Combatte per tirarsi fuori dal baratro con coraggio, ma anche con grande solitudine. Decide di lasciarsi alle spalle la Grande Mela e approdare a un porto sicuro: Hopeful Ranch in Colorado, la casa dove vive sua sorella Sarah, insieme al marito Julian, i loro figli e un amico di Julian, Jackson Rennie. Jax, reduce dall’ Afghanistan, è un uomo ferito dalle atroci esperienze vissute, che lo tormentano durante il sonno. Il suo atteggiamento prevenuto verso la donna smaliziata di New York non aveva mai permesso un rapporto amichevole fra i due. I mutamenti che la vita ha imposto loro faranno emergere personalità e carattere inaspettati e nascerà un legame che avevano creduto impossibile, reso solido da fatti gravi riguardanti la proprietà del Ranch.

 

Il romanzo di Emma Lee è una storia dai tratti forti e dolorosi ma anche avvolta da una dolcezza ed una tenerezza infinita che rendono questo libro tutto ciò che un romanzo rosa dovrebbe essere.

Una storia che si articola in maniera vivace e che si legge velocemente senza nessun rallentamento e in cui l’ attenzione del lettore viene catturata pagina dopo pagina.

Allison è una donna di città, vive nella Grande Mela ed ha tutto ciò che vuole, denaro, successo e molti uomini con cui colmare la sua necessità di affetto. È una donna determinata e molto dura con gli altri ma soprattutto con se stessa. Vive la sua vita senza tenere conto forse delle cose e delle persone che sono importanti nella sua esistenza e non ha bisogno di niente e di nessuno.

Così per lo meno crede fino al giorno in cui si ammala di cancro e resta sola con il suo dolore, la sua preoccupazione e la sua malattia.

Tutti gli uomini che per numerose notti le hanno tenuto compagnia svaniscono come se il cancro fosse una malattia contagiosa, gli amici provano pena per lei e si allontanano e Allison rimane faccia a faccia con se stessa e con una realtà di cui ignorava l’esistenza.

È sola e sente di non aver più molto tempo e forse di aver perso la sua intera vita a rincorrere gli ideali sbagliati.

Così decide di abbandonare tutto e di andare a trovare sua sorella che vive con il marito e due figli in Colorado, a Hopeful Ranch.

Arrivata in casa si ritrova di nuovo faccia a faccia con un amico del cognato e di sua sorella, Jax, reduce dalla guerra in Afghanistan, che porta ancora dentro di sé le cicatrici della guerra e che da tempo fa parte della famiglia, forse più di quanto ne abbia mai fatto Allison.

Jax ed Allison non sono mai andati d’accordo, l’arroganza e la durezza di lei si contrappongono da sempre al sarcasmo ed il disprezzo di lui, ma si ritrovano a condividere la stessa casa e la stessa famiglia.

La malattia di Allison non resterà a lungo un segreto poichè la sintomatologia post chemioterapia darà i suoi segni e metterà in allarme tutti.

Jax ha un innato bisogno di aiutare i più deboli ed i più fragili e si ritroverà a prendersi cura di Allison nei momenti più difficili della malattia.

Bellissima la coppia Sarah e Julian, due sposi innamorati e molto affiatati, l’esempio di una famiglia davvero felice.

Tutto sembra prendere il giusto corso nella narrazione e la tenerezza e il romanticismo diventano l’ingrediente principale del racconto, finché accade qualcosa di completamente inaspettato, la storia prende un altro corso, rivelando qualcosa di losco e di malvagio che sinceramente non mi sarei mai aspettata.

Adoro le storie che sanno sorprendermi, che hanno un risvolto che non avrei immaginato potessero avere, le storie che ti tengono in fibrillazione pagina dopo pagina, quando hai paura perfino di sapere cosa sta per accadere perché stenti quasi a crederci.

Emma Lee mi ha piacevolmente sorpreso con una storia in cui le cicatrici più profonde sono forse quelle dell’anima e non della pelle.

Ognuno di noi ha combattuto o sta combattendo una battaglia, che si tratti di una guerra o di una malattia non fa alcuna differenza, ciò che si vuole è uscirne vivi e tra le braccia delle persone che amiamo e che ci amano.

Una storia toccante che mi ha saputo emozionare e che un po’ mi ha spezzato anche il cuore.

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