Recensione “La strada per Cripple Valley” di Cristina Bruni

 

 

 

 

 

Jamie Wheetney è cresciuto sentendosi dare dello “strambo” e del “difettato”, con un patrigno che sfogava su di lui tutte le sue frustrazioni. All’età di undici anni incontra Jonathan Meechum, che lo salva dai bulli della scuola. Jonathan diventa ben presto il suo unico amico, il fratello che avrebbe sempre voluto. Il suo tutto. Fino a quando se ne innamora.

Ma quando una notte nei pressi del fiume Mississippi Jamie dichiara il suo amore, Jonathan gli volta le spalle, abbandonandolo su una strada. I due si ritroveranno tre anni dopo in Colorado, nella cittadina universitaria di Cripple Valley, e dovranno imparare a ricucire il loro rapporto tra menzogne, rabbia trattenuta e sentimenti mai rivelati.

Jamie è un ragazzo che, nonostante la giovanissima età, ha già sofferto tanto, troppo: la mamma è morta quando lui era ancora bambino, ha un patrigno violento, drogato e alcoolizzato, i compagni di scuola lo deridono per il suo essere così riservato e “diverso”. Per questo, a vent’anni, lo troviamo a Cripple Valley, nascosto dietro una falsa carta d’identità, lontanissimo da casa, dal suo passato e soprattutto da Jonathan, il suo (ex) migliore amico e unico, grande, indimenticato amore. Eppure è proprio nei confronti di Jonathan che Jamie nutre il risentimento più profondo: lui, che era il suo cavaliere, che lo proteggeva e lo coccolava nei momenti più difficili, ha tradito la sua fiducia e il suo affetto.
La narrazione procede su due binari distinti: si alternano i capitoli scritti in prima persona -il “presente”- a quelli scritti in terza persona -il “passato”, quindi l’infanzia e l’adolescenza.

La tematica è importante e molto complessa da trattare. Il rischio di scivolare nel patetico è sempre dietro l’angolo e purtroppo l’autrice cade in questa trappola spesso, specialmente quando la voce narrante è quella del protagonista. Nell’intenzione di descrivere i suoi turbamenti, i contrasti emotivi e le ferite -ancora aperte- dal passato, in troppi momenti Jamie viene dipinto come un ragazzino capriccioso e infantile. I suoi pensieri mi hanno ricordato più spesso un adolescente in preda agli sbalzi umorali (e ormonali) delle prime cotte piuttosto che un ventenne che ha affrontato prove e sofferenze inimmaginabili. Tutto il contrario invece avviene nei capitoli “flash-back”: crudi, a tratti angoscianti, realisti, decisamente le parti più riuscite del romanzo. Peccato per questa discrepanza nei toni narrativi.
Ma andando oltre il dolore, Cristina Bruni vuole anche narrare la redenzione e la rinascita, la volontà di andare avanti e allo stesso tempo la difficoltà nel superare il passato. E niente poteva funzionare meglio di una grande storia d’amore, che permette ai due protagonisti di andare oltre i loro limiti e le sofferenze, per ritrovare se stessi, ricostruirsi e ripartire da capo.

Potremmo riassumere il senso di questo romanzo dicendo che possiamo guardare al nostro futuro solo rappacificandoci con il nostro passato, non fuggendo da esso.

Il mio parere? Libro ben scritto, bella storia d’amore; personaggi un po’ troppo stereotipati e, lo ammetto, troppi buoni sentimenti che, se da un lato “alleggeriscono” il tutto, dall’altro ne sminuiscono il potenziale. Di buono c’è il fatto che, arrivati all’ultima pagina, ci troviamo con un sorriso…
Consigliato a chi, in un libro, cerca personaggi con cui soffrire e gioire. Qui troverete quello che fa per voi!
Sensualità: 

Recensione: 

Editing: 

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