Recensione “La drag queen e il re degli homo pomp”di TJ Klune

 

 

 

 

 

 

Credete nell’amore a prima vista?
Sanford Stewart proprio no. Anzi, crede nel suo esatto contrario, grazie al re degli Homo pomp, Sua Frociosità Pompato I. Sembra infatti che Darren Mayne non abbia altro scopo nella vita se non far piombare nel caos l’esistenza tranquilla e ordinata di Sandy, per il solo gusto di infastidirlo. Sandy lo odia e niente potrà mai fargli cambiare idea.
O almeno così vuol credere.
Ma quando il proprietario del Jack It – il club nel quale Sandy si esibisce nei panni della drag queen Helena Handbasket – gli si presenta con una proposta disperata, Sandy si rende conto che potrebbe essere giunto il momento di mettere da parte i suoi sentimenti per Darren; il gay bar dovrà infatti chiudere se qualcuno non convincerà Andrew Taylor, il sindaco di Tucson, a tenerlo aperto.
Qualcuno come Darren, il figlio illegittimo dell’uomo.
L’infallibile piano è il seguente: sedurre Darren e spingerlo a convincere il padre a rinnovare il contratto tra il club e l’amministrazione cittadina.
Semplice, no?
Sbagliato.

Diciamocelo chiaro e tondo, nel mondo del gay romance ci sono autori che possono scrivere pure la lista della spesa e sono comunque una certezza. Ve lo ricordate “Dimmi che è vero?” Quanti di voi si sono innamorati di quella storia e dei suoi protagonisti? Quanti di voi hanno aspettato che Klune desse vita alla storia di Helena?

Ebbene eccoci e, lasciatemelo dire, Klune ci porta in un mondo folle, romantico ma di quel romantico che ti entra nelle vene e ti riempie il cuore, sopra le righe, imprevedibile e spregiudicato, bagnato di lacrime di risate e di emozioni intense, che ad un certo punto non sai più nemmeno per cosa stai piangendo. Ti dici “vabbè questo passaggio fa ridere” e poi sei lì commossa, come quando leggi una svenevole storia d’amore che anche se non vuoi ti fa sognare.

Sandy ti prende per mano insieme ad Helena e ti porta nel suo mondo e tu ci vorresti vivere per sempre. Ti porta in quell’amore per Darren, che dai no, ma proprio di un Homo pomp, ci si doveva innamorare? Ma veramente? E Darren che ti sconvolge e ti svela le sue mille sfumature.

Gente, sarebbe fin troppo facile raccontarvi per filo e per segno questo piccolo capolavoro ma non vi dirò null’altro. Perché ogni pagina merita di essere letta e scoperta con l’entusiasmo di un bambino davanti alle caramelle, con il cuore pieno del primo amore e con l’anima scoperta.

5 stelle non bastano per questo libro e noi faremo come se ogni stella ne valesse almeno dieci.

Vi lascio però un piccolo assaggio…

“Vorrei prenderlo a pugni,” mi ringhiò all’orecchio, lanciando un’occhiataccia a Brian. “Poco, poco.”

“Mi serve,” risposi, e lui ringhiò ancora. “Taci. Non in quel senso, idiota. Mi serve per l’asta. Non puoi rovinargli la faccia perché non riuscirei a vendere un Homo pomp con il naso rotto, indipendentemente da quanto possa essere carino.”

“Io lo sono di più,” ribatté Darren, accigliato.

“Ossignore!” Ma che gli prendeva?

Fece una smorfia. “Non intendevo…”

“Stronzate.” Darren sospirò. “Che devo fare per assicurarmi che tu non nomini mai più questa conversazione?”

“Niente,” risposi, cercando di smettere di ridere. “Non puoi fare niente perché te la rinfaccerò in eterno. Hai appena cercato di convincermi che sei più carino. È fantastico.”

Si incupì, e fu in quell’istante che scoprii che quell’espressione, unita alla sua quasi totale nudità, lo rendevano ancora più irresistibile. C’era la possibilità concreta che lo gettassi a terra e lo montassi lì, davanti a tutti.

Male.

Molto, molto male. Perché c’erano dei sentimenti che cercavano di salire in superficie.

“Brian!” gridai allora. “Tocca a te!”

Per la seconda volta la stanza piombò nel silenzio. Brian diventò più rosso di un pomodoro.

“Non in quel senso,” sbottai rivolto a tutti i presenti, mentre i capezzoli di Darren continuavano a premere contro il mio braccio. “Intendevo per il trucco. Dio, ma pensate solo alle porcherie?”

“Con quante persone di questa stanza hai scopato?” chiese Summer.

Morto che cammina.

Sensualità: Recensione: Editing: 

Sharing is caring!

Our Score

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza i cookie affinchè l'utente abbia una migliore esperienza nell'utilizzo. Se continui a navigare nel sito stai dando il tuo consenso all'accettazione dei cookie e della nostra policy sui cookie.     ACCETTA