Recensione “Io sono Valeria, Una puttana” di Danilo Cristian Runfolo

 

 

 

 

 

 

La vocazione. Ecco cosa occorre per essere una vera prostituta, o puttana come, quasi con orgoglio, si definisce Valeria che fin da bambina scopre la sua vera natura e di questa farà una ragione di vita, una professione. Conoscerà il benessere, la gratitudine di molti uomini, conoscerà il piacere erotico e quello del comando sugli uomini. Conoscerà anche il dolore, la cattiveria di esseri malvagi, la solitudine di chi ha vissuto una vita solo per il denaro e il piacere. Valeria però è una donna forte, coraggiosa, sa che tutte le medaglie hanno due facce e non se ne può scegliere una sola. Ora è anziana ed è tempo di bilanci: decide di lasciare le sue memorie a un giovane scrittore che ne resta turbato e affascinato. Chissà, se non fosse perché oggi Valeria ha settant’anni, sarebbe anche potuto nascere un amore. Venite anche voi a innamorarvi di Valeria, ad ammirare il suo coraggio, la sua forza, il suo vivere sopra ipocrisie e meschinità che ne fanno una donna unica. Guai se il mondo fosse senza donne come Valeria, la puttana.   ADATTO A UN PUBBLICO ADULTO.

Mi è stato proposto questo romanzo come lettura e devo ammettere con tutta sincerità che il titolo mi incuriosiva notevolmente.

Sono nata e vissuta a Roma prima di emigrare in Irlanda e le prostitute erano state per anni parte del panorama Romano in cui sono nata e vissuta.

Le vedevo la sera sui marciapiedi delle strade più importanti di Roma: La Via Appia, Tuscolana, Eur, Portuense, Flaminio, Parioli… potrei proseguire all’infinito.

Quello che mi sorprendeva passando con la mia auto davanti alla loro “postazione di servizio“ era la loro età, che andava dai 18 anni agli ultra 60, la dignità con cui vendevano il loro corpo a file di auto interminabili anche molto molto lussuose.

Spesso mi sono chiesta che storia ci fosse dietro quelle donne, quali desideri e progetti avessero per il loro futuro, se avessero avuto un giorno una famiglia, una vita come la definiamo noi ”normale”.

Se quella fosse stata una scelta o una costrizione, se fossero felici, se a volte da sole nelle loro stanze piangessero, se venissero picchiate, umiliate e se qualcuno le aveva perfino amate.

Per questi e altri mille motivi ho iniziato a leggere questo romanzo con entusiasmo e avida curiosità.

Ho avuto risposta a molte delle domande sospese nella mia mente per anni. Ho conosciuto Valeria, una donna che era nata con la vocazione e la predisposizione ai piaceri della carne, della sua e sopratutto quella degli altri. Si concede vendendo una parte di sé per denaro, ma non solo: lei ha piacere nel dare piacere agli altri. Ha questo bisogno di utilizzare il suo corpo per appagare un vuoto enorme che le riempie il cuore e l’anima e che non può e, forse, non vuole nemmeno davvero colmare. Insaziabile di erotiche emozioni.

 

Mi ha sorpreso l’abilità dello scrittore di immedesimarsi così bene in un personaggio femminile tanto complesso ed ho ammirato la sua bravura nel rendere la storia piena di sfaccettature emozionali molto intense. Ho sorriso leggendo la storia di Valeria, ho sofferto, ho pianto, sono stata turbata, presa dalla rabbia, dalla voglia di prenderla a sberle ma anche di stringerla forte e di abbracciarla. Simpaticissima, ribelle, scanzonata e dotata di una fortissima autostima, ha carattere, sa essere decisa ed intraprendente manager di se stessa e della sua vita.

Valeria non ha vergogna di essere una prostituta, lei stessa si definisce una puttana, lo è sempre stata, non avrebbe voluto essere nessun altro se non se stessa, ha guadagnato molti soldi nel corso di questa sua carriera, il mestiere più antico del mondo come si definisce. È stata di tutti ma anche di nessuno, perché Valeria appartiene solo a se stessa e forse morirà da sola.

 

 

Mi ha fatto bene leggere questo romanzo, mi ha fatto capire molte cose, mi ha fatto riflettere sul modo in cui spesso siamo così affrettati nel giudicare gli altri e sputare sentenze gratuite.

Ho amato Valeria e ho amato conoscere ogni giorno della sua vita, assurdo forse dire che in un certo modo ho imparato a volerle bene.

Una storia che ci porta a conoscere un mondo cosi lontano dalla nostra realtà eppur cosi reale. Ho pensato a tutti gli uomini che hanno famiglia, una posizione sociale importante, che amano i loro figli e che di tanto in tanto cercano la compagnia di una qualunque Valeria, colei che nessun uomo forse vorrebbe avere accanto ma di cui pochi uomini forse potrebbero davvero fare a meno.

 

Una storia che consiglio di leggere che utilizza l’eros in una forma diversa, per alcuni forse perversa, per me invece terribilmente dolce anche nella sua impudica sincerità.

Consigliato a chi ha la mente libera da tabù e perplessità.

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