Recensione “IL SEGRETO DEL MERCANTE DI ZAFFIRI” di Dinah Jefferies

 

 

 

 

 

Ceylon, 1935. Louisa Reeve, figlia di un agiato mercante di gemme, ha tutto quello che una donna potrebbe desiderare. Suo marito Elliot, infatti, è uno spregiudicato quanto affascinante uomo d’affari e insieme formano una coppia perfetta. Per rendere completa la loro felicità mancherebbe solo un bambino, ma Louisa non riesce a dare un erede al marito. Quel figlio che non arriva pian piano per lei diventa un’ossessione e inizia a intromettersi con la sua ingombrante assenza nel rapporto con Elliot, che comincia a trascorrere sempre più tempo nelle profumatissime piantagioni di cannella, con lo sguardo perso nell’immensità dell’Oceano indiano, lontano dalla moglie. Quando la sera del loro anniversario giunge improvvisa la notizia della sua morte, Louisa precipita nell’angoscia. Ripercorrendo le orme del marito, si inoltra in quelle stesse piantagioni dove Elliot passava interminabili ore. Ed è qui che conosce Leo, lo scontroso proprietario dei terreni: un incontro che ha il sapore dell’attrazione. Ma ben presto il profumo della cannella lancia il suo incantesimo e Louisa scoprirà a sue spese che niente è come sembra: un segreto sconvolgente sta per essere rivelato.

Le vicende dei protagonisti si svolgono nel 1935 dello Sri Lanka coloniale; Louisa Reeve è una sposa innamorata del suo Elliot, un uomo d’affari molto affascinante, ma che nasconde parecchi scheletri nel suo armadio.

La donna non riesce a dare un figlio al marito e questo pone un velo di tristezza  sul loro rapporto.

Quando a seguito di un incidente l’uomo perde la vita, Louisa deve rimboccarsi le maniche per prendere in mano il suo futuro e, pezzo dopo pezzo, scopre un castello di menzogne, debiti e segreti inconfessabili.

Sostenuta dal padre e da Leo, il proprietario della piantagione di cannella dove il marito era solito passare intere giornate, Louisa acquisterà sicurezza, indipendenza e scoprirà che il suo cuore è ancora in grado di amare in modi nuovi.

Ho amato Dinah Jefferies ne “ La figlia del mercante di seta”, ma oltre alle ambientazioni esotiche ricorrenti nei suoi romanzi, in questo libro ho trovato meno coinvolgimento nella trama.

L’autrice è sempre impeccabile a descrivere paesi ed epoche lontane, che donano ai suoi romanzi uno smalto vintage molto gradevole, i sentimenti dei personaggi vengono sviscerati abilmente, ma la storia, soprattutto nella prima parte, è un po’ fiacca; con lo scorrere delle pagine fortunatamente si rafforza regalando alla protagonista doti e risorse emotive ammirevoli.

Spero che Dinah ci sappia regalare ancora tante belle storie di altri tempi.

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