Recensione “Il monaco che non aveva un passato” di Paolo Marrone

 

 

 

 

 

 

Questo libro narra di una incredibile storia all’interno di un monastero tibetano, dove l’autore vive un’esperienza indimenticabile a stretto contatto con un anziano monaco che lo inizierà ad una serie di verità sconvolgenti, rivelandogli l’esistenza di una realtà inimmaginabile. Una storia che stimolerà la nostra curiosità guidandoci verso la scoperta di un mondo inesplorato, dove grazie ai saggi insegnamenti di un Maestro tibetano molte delle certezze su cui basiamo la nostra vita vengono rimesse in discussione, con l’unico fine di stimolare la curiosità del lettore, invitandolo a rivedere da un punto di vista critico ciò che diamo normalmente per scontato. Si cresce solo mettendo in discussione tutto ciò che crediamo già di sapere, e questa storia senza dubbio ci spingerà con forza oltre ogni confine conosciuto. Un condensato di saggezza, misto ad antiche conoscenze mai rivelate prima, il tutto ambientato in un antichissimo monastero tibetano dove il mondo sembra essersi fermato ad un’epoca in cui l’umanità era profondamente più saggia e dotata di una consapevolezza più elevata.

 

Quando ho cominciato a leggere questo libro mi sono entusiasmata subito, sono una fan de “La profezia di Celestino” e questo scritto sembrava essere sulla stessa lunghezza d’onda.

“Le coincidenze non esistono” è il filo conduttore che porta il protagonista/autore a vivere un’esperienza che mai si sarebbe immaginato, ma a cui probabilmente la sua anima anelava e quindi è riuscita a far sì che accadesse.

Il protagonista è un uomo comune dei giorni nostri, con la sua vita frenetica, le sue delusioni, incertezze e domande, ma quando si ritrova in Tibet ha modo di uscire dagli schemi che il progresso ci ha inculcato e riesce ad apprezzare quello che c’è oltre.

Gli insegnamenti del Maestro sono applicabili ad ognuno di noi, per vedere la nostra vita, le nostre scelte e quello che attiriamo di buono e cattivo da un’ altra prospettiva.

Ci rendiamo conto che forze più potenti operano in sordina e che chiunque può provare a migliorare la propria vita; questo era già una mia convinzione profonda che ha trovato conferma nelle parole dell’autore.

Un libro di un centinaio di pagine che però bisogna leggere molto lentamente, perché l’autore ha avuto la frenesia di concentrare troppi messaggi uno in fila all’altro, mentre la nostra mente ha bisogno di tempo per poterli elaborare e farli propri. Ci sono sono messaggi di facile interpretazione, altri lo sono meno, e il mio cervello si è rifiutato di prenderne in considerazione alcuni, quindi mi sono ripromessa di riaffrontarli in un secondo momento.

La fine mi ha lasciata spiazzata e credo succederà lo stesso a chi avrà la voglia di leggere questo concentrato di saggezza.

 

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