Recensione “Gioco bondage” di Morticia Knight

 

 

 

 

 

Phil deve insegnare a Terry un po’ di autocontrollo…
Terry e Phil hanno iniziato quello che promette di essere un percorso D/s molto soddisfacente per entrambi. Il loro gioco di ruolo estremo è stato un successo e Terry è pronto a permettere a Phil di esercitare più controllo su di lui, in qualsiasi modo. Tuttavia, anche i Master hanno dei dubbi e, quando la sua carriera di produttore prende una piega inaspettata, Phil teme di non potersi prendere cura del suo ragazzo in maniera adeguata. Il mentore di Phil gli assicura che quello di cui hanno bisogno, più dei soldi, è che lui assuma il comando e spinga Terry oltre i suoi limiti.
Terry desidera che il suo Master assuma il controllo…
Adesso Terry sa che essere un sottomesso soddisfa un suo bisogno, che non si era mai accorto di avere. Così, Phil porta le loro scene al livello successivo, introducendo Terry a un bondage più estremo. Il ritorno della sua vecchia nemesi, incontrata alla festa di Master Gerard, diventerà un pericolo per Terry? Proprio quando il Dom e il sub decidono di giocare con Master Gerard e con il suo ragazzo, Marco, il pericolo si rivela ancora più spaventoso di quanto chiunque potesse immaginare.

Seconda parte di una storia che l’autrice ci racconta con attenzione. Le scene di bondage non urtano il lettore inesperto della materia e i ruoli vengono più volte chiariti e specificati.

La trama pare un po’ confusa, non subito si capisce se ci sia un intreccio misterioso e pericoloso, sembra più un romance. Con lo scorrere  degli eventi, invece, emergono piccoli indizi che celano il pericolo imminente.

L’autrice accompagna il lettore nel dipanarsi della storia arricchendola di particolari.

Phil, che in passato ha lasciato il suo amore per la carriera e per un senso di inadeguatezza, ora cerca un equilibrio stabile e definitivo, forte del nuovo io che la formazione come Dom gli da. L’oggi ha un valore inestimabile per lui, il controllo lo tranquillizza. Ma le recenti vicissitudini lavorative gli faranno perdere un po’ di fiducia.

Terry, lasciato e poi ritrovato da Phil, trova nella sottomissione la tranquillità che anelava.

Dominatore e sottomesso, quanti di noi accetterebbero l’uno o l’altro ruolo con il peso della responsabilità che questo comporta?

Questo libro porta il lettore a riflettere sul ruolo che si è ritagliato nella società; ciascuno di noi ha scelto, più o meno consapevolmente, chi siamo di fronte agli altri e chi siamo quando siamo con noi stessi: coincidono queste due facce? Sono solo due? Terry e Phil hanno gettato la maschera e scelto il loro ruolo e quello è ovunque. Siamo capaci di fare una scelta di questa portata?

Sensualità: 

Recensione: 

Editing: 

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