Recensione “Edmund Brown” di Simone Toscano

trama

Come vive un uomo costretto a sapere, a volte anche con decenni di anticipo, come e quando moriranno le altre persone? Com’ è stare in ufficio, passare un documento al collega di fianco, e di colpo cadere in trance e vedere la morte futura di quell’ uomo? Assistervi impotente, come in un orribile incubo. Prevedere come morirà il prossimo; se di morte violenta, se di malattia. Se ancora giovane, se molto vecchio. Come si può vivere con un oscuro segreto del genere senza impazzire? Senza cercare aiuto? Edmund Brown vive nella piccola comunità di Castrol, dove lavora come barman alle dipendenze del burbero Jym Rodd. Ha 30 anni e convive con le agghiaccianti “visioni di morte” da quando era bambino. Ma la fragile barriera di normalità che ha costruito attorno al suo segreto sta per crollare…

 

recensione

Avete presente quando non fai ginnastica per tanto tempo e, quando ricominci, senti le ossa scricchiolare, ma ti senti leggero come una piuma? Ecco, immaginate me, che ultimamente ho faticato a leggere e finire un libro, poi per curiosità, per voglia di inoltrarmi in un genere diverso e tante altre cose che non sto qui a dirvi, ho deciso di avventurarmi in questa nuova esperienza. E ve lo devo proprio dire: sono piacevolmente soddisfatta, felice di aver preso questo libro tra le mani ed esterrefatta per come l’autore, pur essendo al suo primo libro, sia riuscito a coinvolgermi – tanto da farmi piangere – dalla prima all’ultima riga. I primi complimenti vanno alla sua penna, mai noiosa, mai scontata e molto articolata. Simone Toscano è un talento da scoprire, un autore da seguire – sperando ci regali altre perle in futuro – e soprattutto una persona con un animo profondamente puro. Le sue qualità sono palpabili tra quelle righe.

Ma veniamo al romanzo. Di cosa parla Edmund Brown? Ma soprattutto, chi è? Proverò a mostrarvelo con i miei occhi. Occhi che hanno perso la percezione con la realtà, che grazie a quella meravigliosa penna, sono stati trasportati  tra le righe di questo romanzo, nella città di Castrol. Ho lavorato fianco a fianco con il personaggio,  visto con i suoi occhi ogni singola scena. Non è magnifico? Io direi proprio di sì.

“Come vive un uomo costretto a sapere, a volte con decenni di anticipo, come e quando moriranno le altre persone? Com’è stare in ufficio, passare un documento al collega di fianco, e di colpo cadere in trance e vedere la morte futura di quell’uomo? Assistervi impotente, come in un orribile incubo. Prevedere come morirà il prossimo; se di una morte violenta, se di una malattia. Se ancora giovane, se molto vecchio.

Come si può vivere con un oscuro segreto del genere, senza impazzire? Senza cercare aiuto?”

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Dopo aver letto queste righe ci si rende conto di cosa stiamo per vivere. Be’, Edmund prevede il futuro delle persone, vede la loro morte, non per scelta né quando vuole. Le sue visioni arrivano così, inaspettatamente.

Lui è un barista, un nipote perfetto, un semplice ragazzo dalle tante qualità che ha scoperto di possedere questo dono. All’inizio ovviamente, ci fa capire che non è stato semplice accettarlo. Spesso si chiede perché è costretto ad avere queste visioni senza poter far nulla. Lui è lì, guarda una persona, la sfiora e nel suo corpo scatta qualcosa. Si allontana mentalmente dalla realtà per rivivere gli ultimi momenti della vita di quella persona. Sente il dolore – l’ho sentito anch’io – e sente le emozioni. Purtroppo però non sa mai di preciso quando accadrà, potrebbe essere in un tempo esiguo o lungo, di vecchiaia, di malattia o di un fatale incidente.

A un certo punto però ,pensa a come poter sfruttare questo dono, se dono lo può definire. Ci sono momenti in cui pensa che sia una maledizione.

Edmund porta con sé questo segreto finché un giorno, una persona che gli sta a cuore, smuove qualcosa nel suo animo. Questa scoperta lo porterà a cambiare il corso degli eventi e per la prima volta dopo anni sa che può usare quel “dono” per provare a far del bene.

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Nel romanzo conosciamo tanti personaggi, io personalmente li ho amati “quasi” tutti. È ovvio che ci siano degli “antagonisti” che ti portano a odiare alcune scene. C’è suspense, c’è amore sotto tutte le forme e c’è paura. Ebbene sì, in certi punti, si è così catapultati nella storia che provi le stesse emozioni dei personaggi. È inevitabile. Simone usa un linguaggio semplice che ti trasporta tra le righe e vedi i personaggi, i loro movimenti, i luoghi fino a “toccare” con mano le loro emozioni. Credete ci sia qualcosa di più bello? Quando un libro vi lascia tanto, suppongo che sia impossibile dimenticarlo. Per me è così. Edmund Brown mi ha lasciato svariate emozioni e so che un domani tornerò a leggerlo. Lo farò per riassaporare le emozioni, per rivivere l’affetto, l’amicizia, l’amore e anche l’odio che provano i personaggi. Mi regalerò un sorriso e qualche lacrima sul finale. Spero, dopo aver letto queste parole, che lo facciate anche voi. Il romanzo merita le cinque stelle e anche l’autore che ogni giorno dimostra di essere una persona umile con una gran voglia di far conoscere il suo lavoro al mondo intero. Io una chance glie darei, E voi?

Bene, detto questo, trovate il libro in formato digitale e cartaceo nelle migliori librerie online e se vi va di conoscere Simone Toscano vi basterà cliccare sul seguente link https://twitter.com/SimoneToscano86

Alla prossima avventura.

 

Recensione: anna

Editing: Ele

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