Recensione “Domare le fiamme” di Ariel Tachna

 

 

 

 

Thorne Lachlan sa un paio di cose riguardo allo sfuggire al fuoco. Per anni ha combattuto insieme al suo reparto di Commando nei conflitti più caldi del pianeta. E ora che si è congedato combatte un altro tipo di fuoco insieme al Servizio Protezione Incendi. Quando una questione di servizio lo porta a Lang Downs, una stazione in pericolo di essere divorata dalle fiamme, conosce Ian Duncan, e la scintilla fra loro è immediata. Entrambi gli uomini sono però perseguitati dai ricordi del passato e ciò impedisce loro di dare libero sfogo all’attrazione che li unisce.

Se da una parte Thorne desidera intensamente ricostruirsi una vita insieme a Ian in un luogo da poter finalmente chiamare casa, dall’altra teme che la propria instabilità possa rappresentare un pericolo per le altre persone che abitano nella stazione. Ian, dal canto suo, ha sempre pensato che l’incubo da cui è fuggito quando era ancora solo un adolescente gli avrebbe reso impossibile intrattenere qualsiasi tipo di rapporto sentimentale. La fiducia sembra qualcosa di impossibile per entrambi, finché le conseguenze dell’incendio non li costringeranno a guardare al di là delle cicatrici che sembrano impedire loro di guarire.

Sono indecisa sul giudizio da dare a questo libro, lo confesso. Siamo arrivati al quarto capitolo e devo dire che, nonostante la serie sia affascinante, faccio un po’ fatica a classificare questo romanzo tra quelli che mi sono davvero piaciuti molto, ma non posso neppure metterlo tra quelli che non rileggerei. È un libro complesso e a tratti incompleto e ridondante, forse per via del livello di interiorità che probabilmente l’autrice voleva raggiungere.

In questo volume parliamo di Thorne e di Ian. Quest’ultimo lo conosciamo già, almeno di nome. Sappiamo che è alla stazione da molti anni, che è il più caro amico di Neil e che è gentile con tutti. Nei precedenti libri non ci sono state date ulteriori informazioni su di lui. Thorne si occupa di spegnere incendi e arriva a Lang Downs mentre è alle prese con un incendio che sta divorando l’outback e che sembra diretto alla stazione.

Parliamo di due uomini, di circa quarant’anni, feriti dalla vita in molti e ripetuti modi. Di due uomini difficili, chiusi in se stessi e nel loro dolore che però riescono a trovare uno nell’altro un’ancora di salvezza anche se con molte difficoltà. La personalità complessa di entrambi emerge e ci sono dei passaggi davvero molto intensi ma ve ne sono altri forse un po’ eccessivi, quasi infantili per due uomini adulti.

Nel complesso è sicuramente un bel romanzo, grazie anche ai personaggi già conosciuti nei precedenti volumi a cui l’autrice dedica degli spazi che arricchiscono la storia e rendono Lang Downs la famiglia che abbiamo imparato ad amare fin dal primo libro.

 

Sensualità: 

Recensione: 

Editing: 

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