Recensione di “Volevo essere la tua ragazza” di Meredith Russo

 

 

 

 

 

 

Amanda Hardy si è appena trasferita e nella nuova scuola non conosce ancora nessuno. Vorrebbe farsi dei nuovi amici ma ha un segreto e, per mantenerlo, non deve dare troppa confidenza a nessuno. Almeno questo è il suo proposito. Ma quando incontra il dolce e accomodante Grant, Amanda non può fare a meno di lasciarlo entrare, poco alla volta, nella sua vita. Man mano che trascorrono il tempo insieme, Amanda si rende conto di quante cose si sta perdendo nel tentativo di tenere al riparo il proprio cuore. Giorno dopo giorno si ritrova a voler condividere con Grant tutto di se stessa, compreso il suo passato. Ma è terrorizzata all’idea che, una volta saputa la verità, il ragazzo non sarà in grado di vedere oltre, e si allontanerà per sempre. Qual è il terribile segreto che Amanda non vuole rivelare? Un nome: Andrew. È il nome con cui Amanda era conosciuta nella vecchia scuola e nella vita che ha rinnegato. Ma davvero la verità può avere un prezzo così alto?

Ho letteralmente divorato questo romanzo in un giorno e mezzo. A mio parere, uno dei libri Young Adult migliori che abbia letto ultimamente. La trama è semplice, lineare e ben strutturata, procede senza singhiozzi nonostante gli incisi di ampio respiro che rievocano episodi del passato di Amanda, la protagonista del libro.

Lo stile è molto scorrevole e riesce a rendere molto bene sia le situazioni di quotidianità, di amicizia e di giovinezza – i personaggi frequentano le scuole superiori, quindi hanno meno di 18 anni – sia il flusso di pensieri della ragazza, che si spinge più in profondità nel suo lato umano, rendendola un personaggio a tutto tondo, sia l’atmosfera calda e retrograda del Sud degli Stati Uniti, piena di chiese battiste e citazioni dai testi sacri.

È proprio la protagonista, una ragazza transgender, che più mi ha colpito tra tutti; per la sua capacità di andare in profondità nei suoi rapporti con le persone, ma anche per la sua forza, nel bene e nel male, nella sua determinazione nel prendere in mano la sua vita e deciderne che cosa farne, non lasciando che nessuno le dica cosa è giusto e cosa sbagliato: una vera combattente.

La tematica del romanzo è ovviamente molto delicata: l’identità di genere. L’autrice riesce a parlarne con grande abilità, mescolando toni crudi e realisti, parlando schiettamente di suicidio, bullismo, persecuzioni; ha un distacco quasi medico nel descrivere le procedure mediche e i medicinali che la ragazza assume, ma tutto è contornato da una leggerezza che contraddistingue Amanda e la sua storia.

Assolutamente da non perdere.

 

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