Recensione di “Maledetto Bellissimo Bastardo” di Kendall Ryan

 

 

 

 

 

 

 

Collins Drake ha un perfetto controllo su ogni aspetto della sua vita, dai suoi affari alla soddisfazione dei suoi desideri… Tutto accade solo a un suo comando.

Così quando una donna si presenta alla sua porta e gli ricorda una promessa che si erano fatti quando avevano solo dieci anni, non dovrebbe essere capace di turbare tutto il suo mondo. E invece sì. Perché Mia Monroe non è soltanto la sua migliore amica d’infanzia, non è soltanto la ragazza con cui ha perso la verginità e che non vede da allora: lei è l’unica che sfugge al suo controllo. E pezzo dopo pezzo, sta per distruggere tutti i suoi piani.

Giunti al quarto capitolo della serie, dopo aver conosciuto nei precedenti romanzi gli altri due fratelli, qui incontriamo il terzo ed ultimo Drake: il mitico Collins.

Indubbiamente è scritto bene, la storia appassiona, i protagonisti sono ben definiti, lui è carismatico, affascinante e quel tantino bastardo come piace a noi, però la narrazione in generale mi ha un po’ delusa, i clichè sono troppi e a mio avviso la storia non decolla del tutto.

Lui è il classico amministratore delegato bello, ricco e affascinante, fidanzato con una top model che guarda più a cosa ci sia nella cabina armadio che all’uomo con cui condivide il letto e, a parte il suo interessante lavoro di CEO, ha una vita noiosa e monotona, tant’è che anche il suo “amico” là sotto se n’è reso conto e fa sciopero.

Lei invece è la classica ragazza carina ma che non si valorizza, intelligente ma non in carriera, un po’ sfigata e infatti è appena stata licenziata e non ha neppure i soldi per campare, insomma una moderna Cenerentola.

L’incontro è la chiave della storia ed è anche la parte che richiama un po’ troppo le favole. Sono amici fin da bambini, anzi migliori amici, hanno condiviso momenti dolorosi come la morte della mamma di Collins, e momenti belli e delicati come il primo bacio o la prima volta in cui entrambi hanno fatto l’amore. Si sono ripromessi giunti ai trent’anni se entrambi single di sposarsi fra loro, ma era una promessa di bambini. Da allora non si sono più visti e nel momento in cui Mia tocca il fondo, si rende conto di essere sola, ha perso il lavoro, non ha più niente e nessuno, ripensa a quella promessa, a quel primo amore, a quell’unico amico e lo va a cercare. E qui trova terreno fertile visto che Collins vive nella noia e nell’aridità sentimentale.

Credo sia una bella storia, ma la facilità con cui si ritrovano di nuovo innamorati, la lucidità con cui Collins si libera della fidanzata e subito si infila nel letto della vecchia amica e soprattutto la velocità con cui entrambi spazzano via 15 anni di vita ritrovandosi maturi e con un vissuto alle spalle e per loro nulla è cambiato… insomma la sento troppo forzata. Un miglior uso del tempo, della psicologia e dei sentimenti di entrambi lo avrei gradito maggiormente. Comunque è una storia che si legge bene, a tratti frivola e divertente, in altri più profonda e commovente, una vivace lettura da un pomeriggio in relax.

 

SENSUALITA’:

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