Recensione di “La vita in transito-Summer City Vol.2” di Ethan Day

 

 

 

 

 

Sequel di Incontro nella Neve

L’aspirante scrittore Boone Daniels ha sempre pensato che l’amore fosse semplice, come lui. Fresco di vacanza romantica sulle nevi con il Dio dello sci nonché aspirante fidanzato Wade Walker, Boone era sicuro che dirgli addio sarebbe stata la parte più difficile.

Era sopravvissuto al modo non convenzionale in cui si erano messi insieme, aveva scoperto di essere in qualche modo degno della città natale di Wade, Summit City, ed era certo che il fatto che quell’uomo avesse deciso di autoimporsi nella sua vita per sei mesi avrebbe dimostrato una cosa: i loro destini erano indissolubilmente intrecciati.

Ma una volta tornato alla vita reale, Boone deve affrontare la consapevolezza che nessuno ha mai detto che l’amore sia facile e che, anche se sei già caduto una volta, ti puoi ancora rompere. Il suo mondo e quello di Wade si scontrano, e Boone comincia a rendersi conto che, se riesce a destreggiarsi nel paesaggio della vita in transito, forse anche lui può avere il suo “e vissero per sempre felici e contenti”.

Secondo romanzo della “Summer city series”. Non dico che mi abbia delusa, tuttavia ho amato molto di più il primo. In questa recensione sono combattuta perché da un lato ho apprezzato il passaggio o, per citare il titolo, il transito per i due ragazzi da una relazione molto fisica e appena sbocciata al rapporto maturo fatto di rispetto, ascolto e compromessi; dall’altro lato però ho trovato troppe scene di sesso, un po’ le apprezzo molto perché danno pepe alla narrazione ma in questo secondo volume se ne trovano in ogni capitolo e se non lo fanno ne parlano e a volte l’abbondanza non fa bene alla storia.

Parlando della parte che invece ho apprezzato, riprendendo il primo volume della serie avevamo lasciato i due amanti in un momento molto particolare, quello dell’addio, o meglio dell’arrivederci. Si erano accordati di riprendere ognuno la propria vita e di lì a sei mesi, se tutto fosse rimasto uguale fra loro, avrebbero fatto il grande passo: andare a vivere insieme. Tuttavia la lontananza crea subito i primi problemi che non sono solo legati alla nostalgia, bensì all’insorgere o all’aumentare dei dubbi da parte di Boone, ragazzo fuori dal comune, eclettico, pieno di vita, di amici, di energia e che dovrà abbandonare tutto per un perfetto estraneo del quale non è sicuro. Il loro rapporto è troppo fresco, troppo immaturo ancora, troppo superficiale per poter reggere il peso di una convivenza.

Non si può paragonare una sola, seppur meravigliosa, settimana con la vita intera. O sì? Ma soprattutto quando si conosceranno meglio e verranno fuori i loro caratteri, le spigolosità dell’uno e dell’altro, saranno in grado di superarle? Mille sono i dubbi che attanagliano l’animo di Boone, ma il suo Wade è una roccia, un mare calmo, un tramonto consolatore, è tutto ciò che serve a Boone per sentirsi completo e accettato.

Insomma limando e tagliando qua e là qualche scena di troppo il romanzo è molto intenso ed introspettivo, sviscera i problemi di ogni coppia e affronta la quotidianità col sorriso sulle labbra. Quello che servirebbe a ognuno di noi.

 

SENSUALITA’

RECENSIONE DI

EDITING A CURA DI

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