Recensione di “La vera storia dei templari” di Piers Paul Read

 

 

 

 

 

 

Chi erano davvero i templari? Chi o che cosa si celava dietro il loro potere? Quali eventi ne determinarono la caduta? A queste domande risponde il volume di Read, che distingue tra storia e leggenda le vicende del più celebre ordine cavalleresco. Read ricostruisce la vicenda di quest’ordine di monaci guerrieri che costituì il primo esercito permanente nel mondo occidentale. L’autore mostra come la forza militare dei Templari fosse sostenuta da una corporazione che oggi definiremmo “multinazionale”, che traeva la propria ricchezza dall’efficiente gestione di vaste proprietà terriere e da una pionieristica attività bancaria. Accusato di atti blasfemi ed eresie, dopo che molti suoi membri avevano confessato sotto tortura, l’Ordine fu soppresso.

Pur amando i romanzi storici e la storia in sé, ho trovato questo romanzo profondamente tedioso.

Mi aspettavo una scrittura più fluida e appassionante mentre l’autore non ha fatto altro che fornire date, nomi, luoghi, al pari di un noioso libro di storia delle scuole superiori.

Lo scrittore narra l’evoluzione delle religioni presenti sul palcoscenico storico europeo e medio orientale, dal 1800 a.c alla fine del XVIII secolo, analizzando l’ebraismo, il cattolicesimo e l’islam, il loro avvicendarsi e le guerre per la predominanza delle une sulle altre.

Al lettore medio, categoria nella quale mi pongo, un libro del genere risulta pesante poiché il numero di informazioni, fornite senza ulteriore approfondimento, non riesce ad imprimersi nella memoria, confondendola solamente.

Apprezzo l’immane lavoro di ricerca effettuato dall’autore ma credo che un testo simile possa essere apprezzato solamente da chi lo storico lo fa di professione.

 

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