Recensione di “LA LIBRERIA DEGLI AMORI IMPOSSIBILI” di Elisabetta Lugli

 

 

 

Anna vive a Torino e lavora alla Stella Polare, una libreria che offre ai suoi lettori una scelta di libri ricercati e raffinati. Quel posto le piace, nonostante le stranezze di Adele, la ricca proprietaria dal carattere brusco, a volte quasi ostile. Per il resto, la vita di Anna si divide tra una stramba famiglia, amiche eccentriche e una storia d’amore che non è mai davvero decollata. La sua routine s’interrompe quando, una mattina, legge sul giornale locale che Claudia, la sua migliore amica ai tempi dell’università, che non vede da molti anni, ha avuto un incidente. Combattuta sul da farsi, decide alla fine di andare a trovarla, non sospettando che quell’incontro possa cambiare la sua vita…

Anna torna in libreria letteralmente sconvolta: tanti anni fa Claudia le ha mentito, Claudia l’ha indotta a lasciare Luca, il suo primo grande amore, Claudia ha condizionato le sue scelte. Le domande sul passato si affollano nella mente di Anna, tutte senza risposta. O almeno così sembra. Perché Anna non sa ancora che il destino sta per giocarle un altro scherzo. Qualcuno, proprio quel giorno, entra alla Stella Polare…

 

Questa recensione mi mette un po’ in difficoltà, perché il romanzo è scritto molto bene, la storia è carina, la protagonista è una donna normale, così come lo sono i suoi “amori”, e questo lo rende originale ed interessante. Tuttavia la storia non è riuscita a coinvolgermi emotivamente, troppe cose non mi sono piaciute, alcune sicuramente soggettive quindi me ne assumo la colpa, ed altre forse oggettive. Parto da queste ultime. Confesso che nei romanzi amo poco le coincidenze e il fatto che, dopo una decina di anni, proprio nello stesso giorno in cui la ex amica le fa delle rivelazioni fondamentali – che la portano a capire di aver sbagliato tutto con il suo primo amore, di non avergli creduto e di averlo erroneamente lasciato per colpa di un’enorme e meschina bugia – quello stesso giorno, dicevo, il lui in questione miracolosamente riappaia e si presenti per caso nella libreria in cui lavora Anna sinceramente per me è troppo. Forse, se dopo le scoperte fatte, fosse andata lei a cercarlo sarebbe stato più credibile.

Poi iniziano i problemi soggettivi. Sarò una inguaribile romantica ma sono anche una donna che usa il cervello, che pensa, medita sulle scelte importanti, ascolta i sentimenti e lotta per la propria felicità. In questo romanzo ho visto i personaggi, quasi tutti, dai protagonisti alle amiche, vivere la propria esistenza come in balia degli eventi. Va bene se una di loro, magari Anna, la protagonista, fosse stata caratterizzata in questo modo, molto sensibile o fragile, che non sa prendere una vera decisione e si lascia trasportare dalla corrente in attesa che il destino si compia, ma che anche gli altri – dal suo grande amore Luca alla amica Giulia – vivano il proprio futuro aspettando che il fato compia le scelte al posto loro, secondo me stona troppo. È quasi un inno al destino, che mi sta anche bene, ha un sapore molto romantico e mistico, però siamo realistici: non si lascia il fidanzato, l’amore della propria vita, per la bugia di un’amica, senza chiedere spiegazioni, senza una parola, e non si affida il proprio futuro a un segno o a un oggetto facendoli diventare quasi dei feticci. Poi, lo ripeto, il mio è un mero giudizio soggettivo e quindi personale che nulla toglie all’abilità dell’autrice di raccontare una bella storia, sicuramente originale e ben scritta, il cui cuore pulsante non si trova nei suoi protagonisti ma all’interno della famosa libreria che dà il titolo al romanzo.

 

SENSUALITA’

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