Recensione di “Kunoichi Sen – Il Ninja” di Giusy Moscato

 

 

 

 

 

 

Nel cuore dell’isola di Hokkaido sorge il villaggio di Kakushimura dove gli uomini si allenano per diventare i migliori ninja del Giappone. Per generazioni è stato così, finchè non sono nata io, una donna, figlia primogenita di uno dei più importanti clan.

Mi è stato imposto un nome maschile, mi hanno ordinato di celare il mio volto e mettere a tacere la mia voce. Ho dovuto allenarmi duramente, come un uomo, per diventare ciò che i miei antenati volevano che fossi.

MI CHIAMO NAKAGAWA SEN E SONO UN NINJA.

Sen affascina subito il lettore per la sua caparbia ostinazione di non perdere nulla di se stessa. Il mondo che la circonda da vicino, la sua casa, la vuole diversa da se stessa e la prepara al mondo che il destino ha voluto per lei e che non è preparato a riceverla.

In una società prevalentemente maschile, Sen muove i suoi passi con circospezione; la realtà la imprigiona in una sessualità che a tratti le è d’impaccio e a tratti diventa irrinunciabile. Il suo essere doppio nell’anima (maschio per il mondo reale e femmina nel fisico e nella mente) stuzzica nel lettore la riflessione su come spesso, nella vita di tutti i giorni, non siamo o non possiamo permetterci di essere fino in fondo noi stessi. Non possiamo essere fragili, non possiamo perdere il controllo, non possiamo non essere vincenti. Ma cosa accade quando non riusciamo a rispondere alle aspettative? Per tutto il libro Sen vive nella paura di non soddisfare le aspettative del suo esigente genitore e del suo clan, ma anche che il suo segreto venga scoperto, e con lui anche il lettore teme ogni passo.

Il finale sorprende il lettore più volte caricandosi di più colpi di scena dal sapore ora dolce amaro della perdita, ora acre dell’ingiustizia. Ma non è una fine reale perché ci attende un nuovo capitolo della storia di Sen.

Il libro è godibile e scorrevole, raccontato per la maggior parte in prima persona ( Sen e suo cugino). Questo aiuta fortemente il lettore ad immedesimarsi nei fatti, narrati con ricchezza di particolari e sfumature energiche.

A ciascun personaggio viene dedicato un tempo buono, per renderlo giustamente familiare (anche in base alla sua importanza nel racconto) sia dal punto di vista fisico, che della personalità. I rapporti interpersonali ben resi e soprattutto realistici.

La trama è ben studiata, niente viene detto troppo presto o troppo tardi; i fatti si susseguono con naturalezza e sono anche supportati da cenni storici che però non risultano nè stucchevoli, nè pesanti o ingombranti.

SENSUALITA’

RECENSIONE DI

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