Recensione di “IL MERCANTE DI SETA” di Liz Trenow

 

 

 

 

 

 

Londra, 1760. La vita di Anna Butterfield sta per cambiare per sempre. Rimasta orfana di madre è costretta ad allontanarsi dalla sua casa natale per essere introdotta nella società londinese. Abituata alla pace del verde Suffolk, la metropoli è fin troppo grande e caotica per lei. In più gli zii sono rigidi e le impongono abitudini consone al loro status sociale. Un giorno Anna, guidata dalla sua passione per la pittura e dopo essere uscita di nascosto da casa, si ferma davanti a un banco di fiori al mercato e si mette a ritrarre ciò che vede. Quel disegno finisce tra le mani di Henri, un tessitore di seta di origini francesi, giunto nella capitale in cerca di fortuna. È l’inizio di un idillio artistico: Henri, colpito dalla bellezza dell’opera di Anna, decide di utilizzarla per le sue nuove creazioni. Eppure il destino di Anna è un altro, lontano dal tormentato mondo dell’arte. Lo zio, infatti, vuole sistemarla facendole sposare un giovane e ricco avvocato. Anna ed Henri dovranno lottare per difendere il loro amore clandestino e le loro aspirazioni.

Ispirato a eventi e personaggi storici realmente esistiti, Liz Trenow fa rivivere un’epoca segnata da persecuzioni religiose, tensioni razziali e rivolte sociali, e dipinge l’appassionante affresco di una storia d’amore travolgente e indimenticabile.

 

Il romanzo è ambientato nella seconda metà del Settecento, periodo di grandi cambiamenti culturali e rivoluzionari in quasi tutta Europa; i nostri protagonisti si trovano in mezzo a eventi a volte più grandi di loro e ne subisco gli effetti, dando però prova di grande forza nel voler cambiare la propria vita e la propria condizione.

Andiamo con ordine: Anna è una giovane donna abituata alla semplicità e alla spensieratezza della vita campestre, figlia di un pastore, ragazze educata e devota. Alla morte della madre viene mandata in città da una zia nella speranza che possa trovare marito o, più semplicemente, che possa aprire i suoi orizzonti e conoscere un pò più di mondo. Tuttavia non viene rapita dai balli, dai damerini e dai modi della società inglese, le regole e i divieti le stanno stretti ma soprattutto sente la mancanza della sua campagna, della famiglia e della libertà.

Henri invece è un giovane francese scappato dalla sua patria in tenera età, da subito ha conosciuto la fame, la povertà e il dolore. E’ apprendista da un maestro tessitore di seta, è un abilissimo artigiano, un ragazzo onesto ed educato.

Nonostante la differenza di classe sociale tra due anime così affini non poteva che nascere un amore delicato e sincero, nato da piccoli gesti e dalla passione di entrambi per l’arte: lei disegna, lui tesse disegni su tela. E il tessere un disegno di Anna è per Henri il dono più grande, quello che poi gli cambierà la vita.

Un amore dolcissimo immerso in una Storia più grande. L’autrice è abilissima nel calare perfettamente i protagonisti nel contesto sociale, nel farlo vivere al lettore trasformando il romanzo rosa storico in un qualcosa in più, dandogli quel tocco realistico che lo rende unico.

Consigliatissimo!

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