Recensione di “I Giorni del Sole Nero” di Novak Grant

 

 

 

 

 

 

Non dormire, è pericoloso. Non sognare, è letale!
Questo è il monito dopo che il sole ha cominciato ad oscurarsi. Dopo che le persone hanno cominciato a tramutarsi in un qualcosa di oscuro e di antico.
Chi si addormenta corre un rischio, chi sogna… è spacciato.
Scienza, cultura, religione. Nulla ha più alcun senso. Nella mente di tutti ora c’è spazio per una sola parola, un solo pensiero: Shub.
Cos’è lo Shub? Cos’è questo luogo in grado di rendere l’inferno simile ad un paradiso? E che cosa sono le creature che da esso fuoriescono utilizzando i nostri incubi come ponte di collegamento?
Molte cose sono successe dopo che tutto si è fatto cupo e tetro. Da quando una notte rossa e perenne è caduta sul mondo, strangolandolo in attesa del giorno blasfemo; il giorno in cui il Signore dello Shub giungerà.
Sei Capitoli. Sei Racconti intrecciati tra loro.
Il tempo è oramai scaduto.

 

L’autore mi ha gentilmente chiesto di leggere questo suo scritto e seppur senza sapere di quale genere si trattasse ho accettato con piacere di farlo.
Amo leggere qualsiasi genere letterario ed amo essere colta di sorpresa. Così non ho nemmeno letto la sinossi, né tantomeno cercato recensioni di altri lettori per farmi un’idea sul materiale che mi era stato proposto.
Priva di qualsiasi indizio, mi sono immersa in questa particolare lettura.

Già dalle prime pagine sono stata avvolta da questa immensa oscurità, da un crescente stato di oppressione e di angoscia, di panico ma altresì di coinvolgente curiosità.
Mi è sembrato di fare un viaggio onirico tra i miei più oscuri timori, tra i mostri celati nel profondo della mia remota anima e ho sentito ogni singola parola scavarmi a mani nude fino al cuore.

L’ immagine della cover rende probabilmente l’idea su ciò a cui mi riferisco: immaginate che quel sole nero tenuto tra le dita di una mano così mostruosa e grottesca sia il vostro cuore strappatovi senza nessuna pietà dal torace esangue.

Una narrazione curata, intensa, descrittiva nei minimi dettagli, dai luoghi ai protagonisti, perfino l’odore metallico del sangue leggendo questa raccolta di racconti si assapora sul palato e non solo negli occhi. Una degustazione di macabra originalità.

Bravissimo l’autore nell’articolare sei racconti uniti tra loro da un sottile filo conduttore.
Una fervida immaginazione di qualcosa che non è poi forse cosi lontana dalla realtà che stiamo vivendo.
L’oscurità che ci avvolge spesso non si nota, poiché gli occhi si abituano alle tenebre e riescono a vedere perfino là dove non c’è rimasta più molta luce. E ci illudiamo che le tenebre non ci abbiano ancora raggiunto seppur ne siamo ormai completamente avvolti.

Ho amato ogni singolo racconto ma quello che mi ha più appassionato è stato il capitolo dedicato al Mausoleo. Geniale nella scenografia, nella coreografia delle ambientazioni e magistrale il ruolo dei personaggi coinvolti. Un tocco di delicata sorpresa il riferimento a luoghi realmente esistenti che fanno parte della vita reale dell’autore, che ne parla con coinvolgente passione e sentito affetto.

Leggere questa raccolta fa venire voglia di visitare questi luoghi con la giusta dose di ammirazione e di paura di chi, leggendo, viene spinto nelle viscere più profonde del male e del dolore. Ho avuto in molti punti della storia modo di riflettere sul valore della vita e sulla necessità vitale dei rapporti umani.

Bello di una bellezza oscura. Ti lascia alla fine un senso di pesante vuoto e sfido chiunque, al termine della lettura, a non cercare con lo sguardo alzato al cielo la luce rassicurante del nostro sole.

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