Recensione di “Gli spiriti selvaggi : La leggenda dei cavalieri di Asha” di Andrea De Angelis

 

 

 

 

 

 

In un mondo antico, popolato da draghi e mostruose creature, ha luogo un terribile crimine. Chi ne è il misterioso autore? Un cacciatore di draghi di nome Mohegan, insieme a inaspettati compagni di viaggio, dovrà affrontare una lunga ricerca ed una disperata corsa contro il tempo per capire chi trama nell’ombra e quali sono i pericoli che incombono sulle terre di Asha. Lo attenderà un viaggio attraverso terre selvagge e lussureggianti, territori di caccia di draghi e mostri, seguendo le tracce di una leggenda antica come il tempo. Un cammino costellato si sfide, oscuri segreti ed antiche verità

Questo è il primo libro di una, spero, serie che promette di coinvolgere il lettore dal primo avvenimento sino al finale che tutt’ora è a sorpresa.

La trama è ben concepita e, seppur costruita su un genere noto (gruppo improvvisato che parte per la ricerca di elementi utili alla salvezza del mondo), non è né banale né scontata. Le avventure si srotolano incalzanti e con sviluppi che spesso riescono a cogliere impreparato il lettore.

Il protagonista non è il classico eroe senza macchia e dall’armatura lucente; spesso, non così rapito dallo scopo dell’avventura, mostra  al lettore la sua natura umana fatta di coraggio e paura, ardimento nel combattere l’ingiustizia e indolenza verso guai altrui. Nel corso del libro però riuscirà a ricollegarsi ad una indole più rivolta verso la salvezza del mondo.

Il gruppo che lo affianca non è composto di individui con ha la coscienza pulita: si costituisce di personaggi diversi tra loro che entrano in contatto con il protagonista in modo sempre diverso; hanno diversi interessi nell’impresa ma ad ognuno l’autore riesce a dare il giusto spazio e la giusta profondità.

Il cattivo è subdolo e crudele quanto basta, ma anche lui ha le sue peculiarità che lo discostano dai suoi terribili predecessori, egli infatti è un cattivo che si spende in prima linea per ottenere il suo scopo.

Il racconto regge su buoni supporti costruttivi: dietro la storia è perfettamente riconoscibile un intenso lavoro di costruzione di un mondo fantastico ma credibile, ricco di particolari importanti che lo rendono plausibilmente reale. Alcune informazioni rese qua e là al lettore, quasi con disinvoltura, danno alla struttura della storia tridimensionalità consentendo al lettore di immergersi nelle lande bellissime e pericolose guardandosi intorno e immaginando perfettamente l’insieme.

Trovo il libro piacevole e di lettura scorrevole, lo consiglio agli amanti del genere e a chi ne tenta un primo assaggio.

 

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