Recensione di “ASTERIS” di Renata Morbidelli

 

 

 

 

 

 

Edelweiss, il cui vero nome è Astèris, è la Principessa della città di Awen Alixien. Il potere che le scorre nelle vene è talmente grande da essere considerato una minaccia da Mèlankar, Principe del Regno delle Tenebre che, proprio per questo motivo, ne desidera la morte. Fin da quando aveva solo due anni, allo scopo di proteggerla, viene affidata a una coppia di gitani andalusi che si prendano cura di lei. Dopo aver subito un attacco dal Serpente d’Ombra, fedele servitore di Mèlankar, lnes ed Esteban, i suoi genitori adottivi, decidono di cambiare identità e di nascondersi nel villaggio di Kaleidon il Saggio, ma i seguaci dell’Oscuro Sovrano sono ovunque e riescono a rapirla ed a condurla nel Regni delle Tenebre. Accorre in suo aiuto Mikalendìl, Generale del Bianco Esercito e fratello gemello di Mèlankar, che la aiuterà a scappare dalla sua prigione grazie anche al valido appoggio di Gyldahir, un Nobile Ribelle. Ha inizio, così il viaggio di Astèris alla ricerca delle altre due streghe Dàrgariel e Korìllis, in grado di aiutarla a combattere Mèlankar.

L’autrice ci apre le porte del suo reame magico presentandoci subito la protagonista Edelweiss, una giovane e bella principessa. Il paese è in festa, il suo sposo bello e fiero le è accanto e tutto sembra procedere nel migliore dei modi, finché non arrivano due emissari di Mèlankar, principe delle Tenebre, che uccidono il marito della protagonista e rapiscono lei. Da qui parte un viaggio lungo e pericoloso che la nostra eroina Edelweiss, o meglio Astèris, compirà per salvare se stessa e il suo popolo, un viaggio che la farà crescere come donna, le darà consapevolezza di ciò che è in realtà e delle sue immense capacità. Citando l’autrice “prima di essere una Strega, un Cavaliere, una delle Prescelte, è semplicemente una donna” una donna guerriera che combatte mille battaglie senza mai perdere fiducia in sé stessa e nei suoi fidi Cavalieri. Perché Astèris non è quasi mai sola, Cavalieri, Lupi, Elfi e persino un gatto, il suo Gatto mistico, le sono sempre accanto nel suo viaggio della vita. Dico viaggio della vita perché leggendo queste splendide pagine ho avuto la sensazione che l’autrice volesse andare oltre la storia fantastica che ci racconta, fino a toccare una metafora della vita reale e del viaggio di ognuno di noi attraverso la conoscenza del bene e del male nel proprio cammino di vita. In questo mistico viaggio bisogna conoscere e guardare in faccia il male per decidere di scegliere il bene, è una lotta lunga e costante a volte da vivere da soli a volte accompagnati dai cari che ci sono accanto, ed è un cammino anche alla scoperta di noi stessi, di chi siamo realmente e di cosa possiamo e vogliamo fare nella vita, per renderla migliore.

Scritto molto bene con capacità e creatività, mai banale o scontato lo consiglio agli amanti del genere e anche a chi vuole compiere un viaggio interiore, un cammino di conoscenza e di vita.

 

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