Recensione di “Alla luce della luna” (Assassin shifters 3) di Sandrine Gasq-Dion

 

 

 

 

 

 

Dakota Cadotte è solo e in fuga. Scacciato dall’Alpha del suo branco per il fatto di essere gay, si arrangia da solo nella zona selvaggia del Parco di Denali. Quando si avventura troppo lontano dalle aree sicure, finisce dritto sul percorso di un furgone sull’autostrada e dritto tra le braccia di Sam Waters. Come uomo e lupo si piacciono all’istante, ma Dakota teme che Sam non sarà così comprensivo quando vedrà che cosa è realmente. Quando cambia forma davanti a lui scatta la scintilla, ma il passato di Dakota e il branco minacciano quel rapporto appena iniziato.

Eccoci al terzo libro della serie, dove la narrazione viene completamente stravolta. Nei primi 2 libri ci sono più azioni con dinamiche che virano al giallo, qui invece c’è un cambiamento notevole, una storia con i lupi mutaforma.

Dakota l’avevamo già conosciuto nei libri precedenti, in forma di lupo, mentre Sam, amico di Mateo, è uno dei mercenari del non A-Team del Generale.

La storia in sé è carina, anche se accade sempre tutto in fretta: colpo di fulmine, amore eterno dopo pochi giorni, mentre, sempre secondo il mio parere, ci sono troppe scene di sesso. Già il libro non è molto lungo, così si porta via parecchie pagine, lasciando pochissimo spazio alla conoscenza vera dei personaggi.

Nell’insieme libro piacevole che si legge velocemente.

Consigliato.

SENSUALITA’

RECENSIONE DI
EDITING A CURA DI

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